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Victor Osimhen ha mancato di rispetto

Avrebbe iniziato il percorso per tornare in campo: ora Victor Osimhen è stato fermato dal covid

Victor Osimhen è risultato positivo al covid contratto nell’anno di grazia 2020. Domani è un altro giorno, un altro anno che inizierà con la trasferta a Cagliari. Non ci sarà Mertens, né Koulibaly ma sarà la determinazione del Napoli a fare la differenza.

Per la vicenda Osimhen c’è tuttavia molta delusione nel constatare l’immaturità di un atleta ancora lontano dalla consapevolezza dei doveri. Victor Osimhen ha iniziato la sua avventura verso Napoli con tante perplessità occultate dal timore di razzismo. I quotidiani d’oltralpe e Football Italia, il portale che parla di calcio italiano in lingua inglese,  rivelarono che Osimhen, dopo due giorni trascorsi a Capri e a cena con Gattuso, aveva mandato tutto all’aria perché  aspirava a giocare in Premier League; poi la questione dei suoi procuratori in guerra per un mese di tira e molla, mentre i tifosi tentarono di dargli il benvenuto quando arrivò nel suo raid a Napoli.

Finalmente il sì al trasferimento e una lunga intervista per raccontare la sua vita: “Sono felice di dove sono ora, ho imparato a contare su me stesso. La mia infanzia è stata dura. Sono andato via di casa molto presto, facevo lavoretti vari in giro per la città di Lagos. E’ stata dura, sempre una lotta e questo mi ha formato per diventare quello che sono.”

 Un gioiello custodito con cura; l’acquisto più costoso del Napoli; un’infanzia difficile più volte raccontata durante il suo brevissimo percorso. I tifosi, consapevoli delle difficoltà di ambientamento, di lingua, di un tatticismo a lui sconosciuto, sono stati estremamente pazienti nella certezza che il tempo avrebbe plasmato l’acerbo campione. A San Gregorio Armeno comparve la prima statuina di Osimhen come il campione del Napoli 2020/21. Finalmente il gol l’8 novembre, quello decisivo contro il Bologna per iniziare a sognare. Gattuso ha rivoluzionato il Napoli, il ruolo di Mertens, un centrocampo che ha fiaccato Fabian e ora si iniziava a vedere una piccola luce pur sapendo che due mesi di inattività avrebbero rallentato la ripresa.

Ora il covid: in tanti nel mondo l’hanno contratto senza colpe o nell’adempiere il proprio dovere. Ma Victor Osimhen doveva festeggiare come Neymar. Doveva ballare. Doveva cantare. Ed ha mancato di rispetto a se stesso, a tutti i bambini che vivono un’infanzia difficile, in Nigeria o altrove; ha mancato di rispetto al Napoli; ha mancato di rispetto ai tifosi; ha mancato di rispetto a tutti i malati. Non è stato il solo, ma certamente in questa società azzurra dov’è approdato, c’è stato sin da febbraio un gran rispetto per la pandemia. I tifosi attenderanno ancora, ma dovrà essere lui ora a saper entrare nel cuore dei tifosi.

Giornalista.

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