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Un Napoli senza scusanti rende agevole la discrezionalità degli arbitri

Sotto silenzio diverse interpretazioni arbitrali che hanno danneggiato il Napoli, ma non se ne parla

Non sarà facile mettersi alle spalle anche la sconfitta con il Genoa, ma ADL  ha saggiamente provato  ad alleggerire la pressione che è altissima. Cercare colpe nella settima sconfitta del campionato è  quanto meno un esercizio deleterio alla causa perché il diktat è quello di salvare il salvabile.  Tuttavia  questo momento buio del Napoli, è molto favorevole  per gli arbitri che possono gestire con maggiore libertà, senza pressione alcuna, la propria discrezionalità

Con la sconfitta a Marassi è sembrato un tabù parlare della direzione di gara di Manganiello; è sembrato tabù parlare di un rigore negato e di un brutto fallo di un giocatore molto rude com’è Strootman , (il giocatore che nel 2014 uscendo dal campo San Paolo, perché espulso, sputò verso i tifosi presenti in curva B) non rilevato dall’arbitro, da cui il secondo gol di Pandev.

In Inter-Napoli si è capito che anche le volgarità hanno un lignaggio, quello di Insigne e quello di Ronaldo; in Napoli-Torino l’arbitro Valeri graziò Izzo per un brutto fallo su Rui che avrebbe lasciato il Torino in inferiorità numerica; in Napoli – Spezia risulta molto dubbio il rigore concesso ai liguri e molto dubbio quello non concesso al Napoli. Così, solo qualche ricordo superficiale.

Sono episodi, forse non decisivi per uno o più risultati che però si accumulano a una serie di eventi iniziati a novembre e ancora non conclusi. Ma, proprio in questo caso, un Gattuso più freddo, più cinico sarebbe stato necessario. Il timore è quello che proprio il tecnico sia entrato nell’ansia da prestazione e non riesca a dare certezze che lui stesso non ha. Gattuso ha tentato di dare un’identità a questa squadra, ma troppi cambi di direzione hanno complicato il già difficile compito dopo le assenze prima di Osimhen , poi di Mertens e anche se la squadra è con lui, non pare gradisca sempre quel suo urlare che può risultare condizionante e non di aiuto.

Quindi giorni appena per sognare una finale di Coppa Italia; una vittoria sulla Juventus; un ritorno felice in Europa League; ancora una visita alla Dea e l’attesa del pass per gli ottavi EL. Una montagna da scalare ma con gli scarponi giusti si può fare perchè la rabbia maggiore è quella di vedere in questa squadra enormi potenzialità sprecate.

 

 

Giornalista.

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