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Un libro da leggere

“Un libro da leggere”: “In presa alta. Le parate di una vita di un portiere gentiluomo d’altri tempi” – Autobiografia di Ivano Bordon

Un vero gentiluomo oltre che un grande portiere, così l’ha definito Jacopo Dalla Palma curatore del libro

Ivano Bordon è stato uno dei portieri più apprezzati e amati degli anni Settanta ed Ottanta. Nato a Marghera nel 1951, è stato scelto da alcuni osservatori dell’Inter dopo averlo visto all’opera con le varie Rappresentative Venete. Trasferitosi a Milano ancora adolescente, è cresciuto nelle giovanili della squadra nerazzurra con la quale ha vinto 2 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Torneo di Viareggio. Dopo una vita a difendere la porta nerazzurra, nel 1983 è passato alla Sampdoria dove ha conquistato la prima storica Coppa Italia per la formazione genovese. Ha chiuso la sua carriera vincente da calciatore con le maglie di Sanremese e Brescia alla fine degli anni Ottanta. Appesi i guanti al chiodo, è diventato uno stimato Preparatore dei Portieri ed è sempre stato al fianco di Marcello Lippi nel ciclo vincente della Juventus e soprattutto nel magico Mondiale 2006, quando dispensava preziosi consigli a Gigi Buffon. Si è distinto sui terreni di gioco e fuori dal campo per uno stile sobrio ed elegante che gli ha permesso di essere annoverato fra i più importanti portieri della scuola italiana. In Nazionale è stato il fedele secondo di Dino Zoff ed è stato campione del mondo in Spagna nel 1982. Nel suo palmares vanta orgogliosamente anche un Mondiale con la Nazionale Militare.

L’autobiografia, scritta con maestria da Jacopo Dalla Palma, ci mostra un personaggio unico, gentiluomo e d’altri tempi, come l’ha definito lo stesso Dalla Palma. Il titolo del libro è dunque azzeccato, descrive appieno un personaggio che ha fatto la storia del calcio. Bordon rappresenta quel gioco che purtroppo non c’è più, fatto da persone semplici, da grandi uomini prima che grandi calciatori. Bordon è sempre stato riservato, mai una parola fuori posto. Come racconta nel libro, ebbe un diverbio con Bearzot, ma il tutto si concluse con una stretta di mano. Leggere questo libro ci fa immergere in un calcio mitico, fantastico, fatto di famiglie agli stadi, bambini con gli occhi lucidi, e un tifo, nonostante gli sfottò, che mai scivolava nella volgarità estrema come i cori del calcio d’oggi. Bordon si racconta dentro e fuori dal campo, in tutta la sua eleganza e semplicità. Leggere questo libro, soprattutto per i più giovani, è un esercizio d’amore verso il calcio, quello vero e genuino che ormai è solo un lontano ricordo. Il libro, edito da Caosfera, fa parte della collana Olympia ed è acquistabile in tutte le librerie e sulle principali piattaforme online.

Ivano Bordon, in esclusiva ai nostri microfoni, ci ha dato qualche anticipazione sul libro:

Perché ha deciso di fare questo libro?

“Diciamo che è una cosa che avevo in mente già da 2 anni di fare un’autobiografia che partisse da quando ero bambino e giocavo per strada e all’oratorio. Poi in un mio fan club su Facebook una persona cercò di contattarmi per fare un libro, quella persona era Jacopo Dalla Palma. Ci siamo accordati ed in un anno siamo riusciti a farlo.”

 Quale aneddoto raccontato nel libro fa capire meglio chi è Ivano Bordon?

“Penso ce ne sia più di uno che faccia capire quale sia il mio modo di vivere fuori dal campo. Il mio è sempre stato un modo di vivere tranquillo senza creare mai polemiche con nessuno: con i compagni, gli allenatori e anche con i giornalisti che sono lì a fare il loro lavoro.”

Anche Jacopo Dalla Palma, curatore del libro, ci ha rilasciato in esclusiva una sua dichiarazione:

Perché ha scelto Ivano Bordon come personaggio per scrivere un’autobiografia?

“Io sono curatore della collana Olympia di Caosfera edizioni da circa un annetto. L’idea con l’editore è stata di fare una collana sportiva un po’ diversa dal solito, non le solite biografie insomma, volevamo parlare di personaggi storici, eroi popolari che hanno lasciato il segno. Volevo dare l’idea di uno sportivo di altri tempi, che in più da piccolo era il mio mito. Inoltre, Ivano Bordon è sempre stato apprezzato da tutti, aldilà del colore della maglia. L’idea era di far risaltare l’uomo sportivo di anni fa, molto diverso da quelli di oggi. Un uomo davvero d’altri tempi, un modello positivo. Ad oggi con Bordon ho bellissimo rapporto.”

Giovanni Frezzetti

Collaboratore Master in “Giornalismo sportivo”, presso la Gazzetta dello Sport

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