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Un infortunio ti cambia la vita: dedicato ad Alex Meret

Alcuni giocatori devono lo sprint della propria carriera agli infortuni di alcuni compagni: Mertens, Mario Rui, Petagna, Ospina

Nella recente storia del Napoli, diversi giocatori hanno subito le conseguenze di un infortunio in positivo o in negativo: tra tutti Dries Mertens che si è rivelato il vero dopo-Higuain. Era arrivato Milik, nel luglio del 2016 che non infiammò la piazza ancora delusa dal tradimento di Higuain; in più il Napoli aveva provato ad offrire a Icardi l’eredità su un piatto d’argento. Era Milik a dover trascinare il Napoli e far dimenticare Higuain e… Wanda Nara. Comincia bene il polacco con 7 reti in 9 presenze, poi l’8 ottobre in Polonia-Danimarca il primo grave infortunio con la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Il Napoli attendema intanto prova e inventa  Mertens centravanti, pur avendo portato a casa, nel gennaio Pavoletti che non rientra nei meccanismi di Sarri. Milik rientra a marzo alternandosi con Mertens in attesa di riprendersi al meglio, ma nel settembre 2017, sul campo della Spal, nuovo grave infortunio che lo tiene lontano fino a marzo. Rientra, segna anche gol importanti ma tanti ne sbaglia come quello che si fa parare il 15 aprile 2018 da Donnarumma a pochi passi; così anche con Ancelotti in panchina quando ad Anfield può mandare il Napoli agli ottavi ai danni dei Reds. Mertens ne esce vincitore e grazie a quell’infortunio il Napoli volò molto in alto.

Anche Mario Rui deve il suo ruolo nel Napoli all’infortunio di Ghoulam che durante una splendida partita con il Manchester, si accasciò per lasciar spazio ad un giocatore in pratica fermo da un anno e mezzo perché nella Roma, giocò poco o nulla per un infortunio patito a luglio.

Lo stesso Petagna sarebbe rimasto ‘questo sconosciuto’ se Osimhen non si fosse infortunato da novembre. Contro l’Atalanta il pubblico ha visto giocare per la prima volta (50 minuti in precedenza) Amir Rrahmani soltanto per la doppia indisponibilità di Manolas e Koulibaly.

Ma per Alex Meret ? Possibile che debba patire ancora le conseguenze di quell’infortunio che accadde poco dopo il suo arrivo nel 2018?   Quando il giovane talento fu acquistato sembrava dovesse nel tempo diventare il vero concorrente di Donnarumma; Alex Meret, classe 1997, è ormai alla terza stagione in azzurro e alla settima della sua carriera dopo aver vestito le maglie di Udinese e Spal. Con Ancelotti era il titolare e al centro del progetto, con l’arrivo di Gattuso è scivolato lentamente in panchina. Un patrimonio messo da parte perché non sa gestire la palla con i piedi. Ma si può negare ad un talento di crescere, migliorare dove c’è qualche pecca ed esaltare dove eccelle? Si può negare la Nazionale ad un talento innegabile? Per Gattuso si può.

 

Giornalista.

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