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Un contratto da firmare: Gattuso è convinto? De Laurentiis è convinto?

E’ da novembre che si annuncia la firma del contratto di Gattuso che proseguirebbe fino al 2023. Ha più volte chiarito il tecnico che intende firmare un contratto “libero” senza clausole e cavilli perché, in caso di divorzio,  sia semplice una stretta di mano. Le ultime notizie di Ciro Venerato confermavano due giorni fa che entro il 1° febbraio si sarebbe conclusa la trattativa e Gattuso avrebbe avuto le chiavi in mano del Napoli.

E ormai ci siamo: mancano pochi giorni per capire se Gattuso se la sentirà di tentare l’aggancio zona-Champions come chiede la società, magari dopo aver assicurato le semifinali di Coppa Italia; oppure- scenario comunque da considerare- potrebbe “annusare il pericolo” e lasciare.  I problemi tecnici esistono e nella gara persa contro la Juventus, Roberto Mancini ha detto:” Insigne? Io penso che Lorenzo Insigne faccia fatica quando ha troppo spazio da coprire, lui va sfruttato maggiormente negli ultimi 25-30 metri offensivi.” 

Correttamente e in punta di piedi, il CT della Nazionale Roberto Mancini che non può prescindere da Insigne in squadra, ha mandato un messaggio importante a Gattuso che negli oltre due mesi di assenza di Osimhen avrebbe avuto la possibilità di rendere elastico il doppio modulo adeguandolo alla partita o al momento della partita.

Il Napoli deve ora cercare un equilibrio di idee, perché non può un tecnico continuare a sostenere che non riesce a trasmettere ai giocatori le sue idee.  Le idee, in quest’industria-calcio che, causa covid, ha perso in un anno 800 milioni, – le idee- sono quattrini. Centrare la Champions significa vivere nel mondo (quasi) dorato e ne sa qualcosa la Roma, il Milan, l’Inter e anche la Juventus. Il calcio che conta vive in Europa ed una sconfitta con lo Spezia o il Verona costano tanto alla società.  Dunque Gattuso, come tutti gli allenatori in questo difficile momento, dovrà diventare la liaison tra la proprietà e il gruppo squadra perché una vittoria in più o in meno significa restare sopra o sotto la linea di galleggiamento.

Giornalista.

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