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Ultimi due giorni di ritiro in attesa del mercato che potrà dare a Spalletti qualche certezza

Reggere una preparazione non conoscendo l’epilogo della trattativa Raspadori, né quella di Simeone, condiziona pesantemente la programmazione

Domani, alle ore 20,30, ultimo test contro l’Espanyol che segnerà la fine della preparazione estiva del Napoli, che da lunedì inizierà la settimana-tipo in vista dell’esordio in campionato, previsto per le 18.30 di Ferragosto in casa del Verona. Finora due pareggi ed una vittoria che non ha convinto per le scarse occasioni da gol prodotte dalla formazione più vicina a quella che scenderà in campo a Verona. “Il 15 agosto – ha detto Spalletti – servirà una squadra corta, unita e non bisognerà concedere le mezze palle come oggi.  Abbiamo messo in discussione il pallone tante volte, sbagliato passaggi facili ed abbiamo dovuto fare tanta fatica nel tornare a pressare alti o rimetterci dietro e sono corse dispendiose. Dobbiamo gestirla meglio e saremo più freschi con le idee, abbiamo creato occasioni per fare più gol ma non l’abbiamo fatto, qualche movimento è stato sbagliato e abbiamo preso diverse ripartenze con l’uomo in trequarti libero, ma se pressi così forte è difficile. Quando non puoi accorciare devi concedergli un po’ di campo”.

Analisi lucidissima di chi sa che la squadra è in ritardo nella preparazione  e poco conta che abbia vinto. Il primo gol è stato un regalo di David Lopez, il secondo un bel gol di Petagna servito da Zerbin e il terzo un rigore generosissimo come soltanto in un’amichevole è possibile.  Il tutto arricchito da un gol subito in ripartenza. Domani quindi l’ultima  verifica prima di affrontare il campionato, ma per Spalletti è stato un ritiro molto faticoso e stressante non conoscendo quale Napoli dovrà allenare.

Da settimane il tecnico ha preferito schierare il 4-3-3 che non ha convinto per la scarsa incisività di manovra e per pochi palloni giocabili che arrivano a Osimhen: dunque il gioco verticale è penalizzato. Tuttavia reggere una preparazione non conoscendo l’epilogo delle trattative per il portiere, per Raspadori, per Simeone, condiziona pesantemente la programmazione che è ancor più macchinosa con atleti che non si conoscono e non conoscono il calcio della Serie A.  Così che l’unico gol di manovra è venuto da un’intesa Zerbin-Petagna. E non si conosce il futuro di Zerbin; non si conosce il futuro di Petagna.

Foto Twitter Il Tifata

Giornalista.

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