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Tutto d’un fiato: il tour di force comincia con Gattuso in recupero

Le prime due partite del 2021 saranno in piena emergenza; si spera contro l’Udinese il ritorno di Koulibaly, a seguire Dries Mertens. Llorente potrebbe essere l’asso nella manica

Il recupero di Ringhio potrà essere la vera forza del Napoli che inizia l’anno con una trasferta davvero insidiosa. Sta molto meglio il tecnico che ha diretto gli ultimi allenamenti a Castel Volturno con maggiore  libertà dall’insidioso fastidio all’occhio. Che Mertens e Koulibaly fossero ancora infortunati già si sapeva e Gattuso deve aver previsto che non ci saranno novità (positive) neanche per mercoledì quando arriverà lo Spezia oggi impegnato contro il Verona. I cinque cambi possibili dovranno far rifiatare la squadra che affronterà un tour di force di otto partite,  e forse nove  se il 27 il Napoli sarà chiamato a giocare i quarti di Coppa Italia probabilmente contro la Roma.

Tutto d’un fiato con l’auspicio che strada facendo si possa contare a pieno regime su Koulibaly, forse sin da domenica contro l’Udinese, e su Mertens che potrebbe “rodare”  con la Fiorentina per scendere in campo contro la Juventus il 20 gennaio per la Supercoppa. Si vedrà. Resta piuttosto il rammarico per il caso Osimhen che ha scatenato una bufera mediatica di cui il Napoli proprio ne avrebbe fatto a meno. Preoccupa il recupero fisico del ragazzo e ancor più il recupero psicologico di chi ritiene di essere già arrivato sulla vetta del monte. Già si era intuito all’epoca dell’ipotesi di trasferimento che fosse un giocattolo prezioso nelle mani di procuratori d’assalto ed ora, la conferma. In una società sana com’è il Napoli, i giocatori si comportano in modo responsabile e coerente e Victor ha dimostrato d’essere ancora un ragazzo inconsapevole dei propri doveri.

Per Gattuso la necessità di mettere da parte il Napoli costruito su misura per lui e toccherà ancora a Petagna che finora ha dimostrato durante i 90 minuti qualche luce che si accende e si spegne; né Zielinski potrà reggere 9 partite in un ruolo massacrante. In questa fase, Llorente potrebbe trovare uno spazio che mai avrebbe pensato ci fosse: il calcio ha un’alta percentuale di casualità. Mario Rui trovò il suo ruolo dopo l’infortunio di Ghoulam; Mertens dopo l’infortunio di Milik. Che sia Llorente l’asso nella manica? In fondo, proprio con il Cagliari, Llorente ha un conto in sospeso  dal 27 settembre 2019. “Mi hanno tirato la maglia, me l’hanno rotta. Io non sono uno che si butta per terra, ma l’arbitro ( Di Bello) vedendolo doveva fischiarlo”.  

Giornalista.

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