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Tutti i 20 club di Serie B sono favorevoli alla ripresa del campionato in sicurezza

Via libera all’unanimità da parte della Lega di Serie B alla ripresa del campionato, ma nel frattempo Michael Agazzi è il primo giocatore a rescindere il suo contratto: “Non si può garantire la salute”

La Serie B vuole riprendere da dove aveva lasciato. Tutti i 20 club sono favorevoli alla ripartenza del campionato e lo hanno fatto presente durante la riunione tenutasi oggi in videoconferenza, alla quale hanno preso parte anche esponenti del mondo scientifico e della FIFA.

L’Assemblea all’unanimità ha deliberato che “in ragione dell’assenza al momento di un provvedimento governativo di autorizzazione alla ripresa degli allenamenti in forma collettiva, nonché del relativo protocollo, si ritiene necessario, all’esito dell’eventuale pubblicazione di tale provvedimento e previa valutazione circa l’applicabilità del protocollo stesso da parte dei club, il decorso per la ripresa degli allenamenti in forma collettiva di un periodo di 10 giorni dalla sua emanazione per esigenze organizzative e gestionali”.

 La Serie B ha quindi deciso, si andrà avanti con gli allenamenti individuali.  Il Presidente Mauro Balata ha sottolineato come la Lega di B stia “lavorando quotidianamente in un quadro emergenziale, per elaborare le migliori soluzioni possibili e tutelare i club in ogni settore di competenza. Per questo abbiamo istituito un coordinamento che possa aggiornare ma anche fornire servizi alle società riguardanti questa gravissima emergenza e, inoltre, collaborare con Figc e Governo per rendere possibile la ripartenza del campionato“.

Nel frattempo Michael Agazzi ha rescisso il proprio contratto con la Cremonese, diventando ufficialmente il primo calciatore in Italia ad abbandonare per i timori legati alla pandemia. In un comunicato diffuso dal club lombardo Agazzi ha spiegato le ragioni, definendo la sua decisione: ” sofferta ma ponderata”.                                                                  “Mi sono reso conto che nella situazione causata dal contagio da Covid-19 il mio amato calcio è passato in secondo piano”. – ha detto il 35enne portiere – “ Credo che le società, pur facendo il massimo sforzo per consentire ai propri calciatori di lavorare in sicurezza, non riescano a garantire al 100 per cento la tutela della loro salute. E questo mi spaventa! Vedo inoltre che all’orizzonte starebbe per profilarsi un lungo periodo di ritiro, al quale risponderei: ‘No'”.

Diana Miraglia

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Giornalista.

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