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Troppi stranieri nella Serie A, soltanto 4 su 10 sono italiani

Uno studio della “Retexo Intelligence” ha accertato che soltanto il 40 per cento dei giocatori di serie A sono nati in Italia

Il calcio di casa nostra sembra non avere più spazio per i calciatori nostrani. E’ già da tempo che questa realtà persiste, dovuta principalmente all’invasione di giocatori provenienti dai campionati esteri, ovvero un fenomeno  che ha impedito l’emergere di calciatori sparsi nelle varie regioni d’Italia. E’ la triste condizione che vive il nostro calcio, e ne sa qualcosa il Ct della Nazionale, Roberto Mancini, che ogni volta è chiamato a diramare le convocazioni fa i salti mortali, costretto spesso a convocare giocatori con poche o nessuna esperienza in serie A.

Uno studio recente della “Retexo Intelligence”, società specializzata nell’analisi dei dati sportivi internazionali, ha analizzato il fenomeno, evidenziando come l’ultima Serie A ha visto scendere in campo solo il 39,5% di giocatori nostrani;  peggio dell’Italia solo la Premier League con il 37%. In particolar modo confrontando gli altri campionati, si nota come nella Liga spagnola, si dia più spazio ai calciatori nativi in Spagna, circa il 60,2%, davanti alla Ligue1 53% e alla Bundesliga 43,7%. L’unico campionato al top che offre meno spazio ai “suoi” ragazzi rispetto alla A italiana è la Premier inglese (37%).

Analizzando il calcio di casa nostra, la “Retexo Intelligence”,   dice che il campionato 2019-20 finito lo scorso 3 agosto, ha parlato lombardo il 20,3% , con 44 giocatori provenienti proprio da quella regione. Scendendo la classifica troviamo il Lazio con 28 giocatori pari al 12,9%, mentre la Campania solo 22 elementi con il 10,1%. Altro discorso è la questione vivai:   ad esempio la Campania è stata sempre fucina di tanti campioncini che per far carriera sono stati costretti ad emigrare al nord. Anche qui la fa da padrona la Lombardia con l’Atalanta che fornisce circa il 7,8% con 17 elementi, a scendere seguono il Milan con 14 giocatori e la Roma con 1. Tiene, come tradizione il Brescia 7 giocatori e  l’ Empoli 5 elementi  (il 2,3%). Stesso discorso se si vuol scendere di età, tra Under 18 ai 21, è sempre la Lombardia a tener testa con 29 giocatori, mentre la Campania comanda per il sud con il 7 giovani pari al 6,9%. Al di là dei freddi numeri, il calcio italiano, è chiamato ad una seria riflessione su come investire sui giovani, non si può pensare solo al presente ma puntare anche al futuro e le società devono, anche urgentemente, pianificare per l’avvenire, affinchè i prossimi commissari tecnici non siano costretti, come oggi, a convocare oriundi.

Collaboratore - Laurea in Teologia

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