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Trapani calcio, i dipendenti denunciano: 5 mesi senza stipendio

Da dicembre 2019 i 23 dipendenti del Trapani Calcio non ricevono alcuna retribuzione. L’accorato appello al sindaco di Trapani in una lettera aperta

Ben prima che l’emergenza Covid-19 fermasse il mondo del calcio, un’altra emergenza, di natura economica, aveva colpito il Trapani calcio. Come documentato in una accorata lettera aperta indirizzata al primo cittadino della città siciliana, i 23 dipendenti del club denunciano ben 5 mesi di mancati pagamenti degli stipendi. Pagamenti che difficilmente arriveranno anche per il mese di maggio.

Si legge nella lettera: “Oggi si è arrivati allo stremo nel silenzio totale da parte della Proprietà, nonché del Consiglio d’Amministrazione e del Collegio Sindacale, che, per quanto risulta, sono a conoscenza della situazione, potendo contare solo sul supporto del direttore generale Giuseppe Mangiarano, rimasto a Trapani anche nel periodo del lockdown, anch’egli per senso di responsabilità, nei confronti di tutti i dipendenti e dell’Azienda, cercando, tra innumerevoli difficoltà, di portare avanti la mission aziendale e di consentire al Trapani Calcio di mantenere la categoria in cui attualmente milita.

Secondo i dipendenti, è stato loro detto: se entrano soldi saranno pagati gli stipendi. Risposta inaccettabile”.

Al di là del danno economico, è l’incertezza riguardo al futuro a turbare i dipendenti.

“Se, oggi, l’attuale Proprietà del Trapani Calcio non è in grado di dare risposte ai propri dipendenti, certamente anche per via delle problematiche determinate dalla pandemia, che hanno inciso sulla propria attività aziendale, è il caso, per rispetto nei confronti delle persone che lavorano e dell’intera Città, che si porti chiaramente a conoscenza di tutti la reale situazione”.

“Il profilo basso tenuto in questi mesi da parte di tutti i dipendenti, pur tra enormi disagi, sono stati determinati dalla dignità di ciascuno e dalla fiducia riposta nella Proprietà, affinché si potesse trovare una soluzione in tempi ragionevoli. Ma oggi non si può più tacere”. 

Giornalista

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