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Amarcord

“Top 11” azzurra: Kalidou Koulibaly

Il pilastro difensivo del Napoli degli ultimi sei anni: tecnica e atletismo ne fanno uno dei difensori più forti al mondo. Un ritratto di Kalidou Koulibaly

Koulibaly top11

Koulibaly gol Juventus

“…sono orgoglioso del colore della mia pelle, di essere francese, di essere senegalese, napoletano: uomo.” Kalidou Koulibaly

 

29 dicembre 2018. Al San Paolo arriva il Bologna di Pippo Inzaghi. Ma per i tifosi napoletani, la partita più importante si gioca sugli spalti. Sono almeno in 10.000 ad omaggiare, quel giorno, Kalidou Koulibaly, vittima di insulti razzisti nel turno precedente a San Siro. Un’immagine potente, che sottolinea la forza del legame del popolo napoletano con il gigante franco-senegalese.

Uno dei tanti momenti che Koulibaly ha impresso nel cuore dei tifosi azzurri. Come il gol alla Juventus, al 90′. Il duello con Mbappé in Champions. Il salvataggio sulla linea sul tiro di Lautaro Martinez. Sono veramente tanti, troppi ad elencarli tutti. E gli si farebbe anche un torto: perché Koulibaly non è solo capace di interventi spettacolari, ma è anche un difensore che ha fatto della costanza e della concentrazione le sue armi migliori. Che ha incarnato il ruolo di difensore centrale come pochi altri nella storia del calcio.

Kalidou nasce nel 1991, in una cittadina di quella che una volta era l’Alsazia-Lorena, Saint-Dié-des-Vosges. Esordisce in Ligue 2 con il Metz a ventuno anni, e dopo due stagioni da protagonista arriva la chiamata del Genk, squadra belga di prima divisione. Dopo due stagioni in Belgio, è il Napoli a puntare su di lui, vincendo la concorrenza di Monaco e Manchester United. Bastano otto milioni di euro, per un difensore che arriverà a valerne anche 75, secondo Transfermarkt.

Dal 2014, Kalidou è un patrimonio del calcio Napoli. Dopo alcuni alti e bassi all’inizio della sua avventura napoletana (nel corso del primo anno, Benitez arriverà a preferirgli Britos…), sotto la guida di Maurizio Sarri si impone come il miglior centrale di Italia. Per quattro volte fa parte del miglior XI della Serie A (dal 2016 al 2019), nonché miglior difensore (2018-2019). In campo internazionale, viene eletto due volte miglior giocatore senegalese (2017 e 2018), ed è inserito nel miglior XI d’Africa (2018). Fa ormai parte a pieno titolo della Storia del Napoli.

Koulibaly non è solo un eccellente difensore. E’ un alfiere della lotta al razzismo, in tutte le sue forme. Ed è ormai un napoletano d’adozione, capace di cogliere lo spirito più profondo della città. Che, alla fine, è quello che ogni tifoso si augura.

“Anche quando torno a casa in Francia ormai, i miei amici non mi chiamano più ‘il senegalese’ o ‘il francese’, ma dicono: ‘Ecco il napoletano’.  Napoli è una città che ama la gente. Mi ricorda l’Africa perché c’è tanto affetto. La gente vuole toccarti, vuole parlarti. La gente non ti tollera, ti ama. I miei vicini mi vedono come un figlio. Da quando sono arrivato a Napoli sono un uomo diverso. Sono davvero tranquillo. […] Se dovessi spiegare Napoli, non si capirebbe. È come cercare di spiegare una battuta. Devi venire in città e la sentirai. È pazza sì. Ma calda.”

Giornalista

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