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Tanta confusione creata da alcune testate: non era Osimhen il professionista positivo alla variante sudafricana

E’ arrivata la smentita categorica da parte dell’Azienda Ospedaliera Federico II della bomba lanciata dal Napolista: occorre maggiore responsabilità

E’ necessario fare chiarezza in merito alle notizie che dai ieri continuano a rimbalzare sulle maggiori testate circa la vicenda Osimhen.

La regione Campania ieri aveva annunciato di aver isolato una nuova variante, spiegando come: “Un professionista di ritorno da un viaggio in Africa, dopo il tampone, è risultato positivo al Covid 19. Grazie alla collaborazione tra i laboratori della Federico II e del Pascale, Giuseppe Portella della Federico II individua il caso altamente sospetto e in tempi rapidissimi l’equipe di Nicola Normanno del Pascale ha scoperto una variante Covid mai descritta sinora in Italia”.

E’ arrivata nel frattempo la bomba lanciata dalla testata Il Napolista: la nuova variante del coronavirus, isolata a Napoli grazie al lavoro dell’Ospedale Pascale e della Federico II, sarebbe stata portata in Italia proprio da Victor Osimhen. Secondo quanto rivelato dal portale, quel professionista sarebbe proprio l’attaccante azzurro, che era risultato positivo al Covid dopo il viaggio in Nigeria, con festa annessa, per il suo compleanno a fine 2020.

Il Napoli, interpellato dall’ANSA, afferma che non è affatto consapevole degli approfondimenti di ricerca che vengono effettuati sui tampini dei suoi tesserati: il club si è occupato del caso del covid di Osimhen semplicemente sottoponendolo al tampone al suo rientro in Italia e mettendolo in isolamento a casa appena scoperta la sua positività al virus, in linea con le normative previste. (ANSA).

Adesso però è arrivata la perentoria risposta dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II  che “smentisce categoricamente la notizia circolata su alcune testate giornalistiche che sia il calciatore del Napoli Victor Osimhen il professionista proveniente dall’Africa che avrebbe consentito di isolare la variante Covid B.1.525″.

Si precisa, inoltre, che “non si tratta di nessun altro calciatore del Napoli”. “Si sottolinea che tutti i dati sanitari – scrive l’azienda in una nota – sono sempre rigorosamente trattati nel pieno rispetto della tutela della privacy”. L’azienda ospedaliera universitaria Federico II “stigmatizza il comportamento di alcune testate giornalistiche che diffondono notizie prive di alcun fondamento lesive della professionalita’ dell’azienda”.

Come al solito, la necessità di fare notizia ha vinto sulla ricerca della verità; non è forse necessario maggiore responsabilità, soprattutto quando è in gioco la tutela della privacy?

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