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Storture burocratiche: al danno della pandemia anche quello del Decreto Crescita cancellato con un colpo di spugna

Ora si attende un nuovo Dpcm attuativo necessario per sbloccare la situazione

L’obiettivo è far tornare i tifosi allo stadio: già a gennaio? Questa è la nostra speranza. Al momento però non ho indicazioni da parte del Governo. Ogni decisione andrà condivisa e valutata in base al contenimento del virus”.  Così in una intervista al Messaggero il presidente della Figc Gabriele Gravina, e  Vincenzo Spadafora, quasi in risposta, in un’intervista a Rai 3, ha dichiarato: “Io escludo che a gennaio ci possa essere questa possibilità. Lo dico molto chiaramente. Il mio desiderio è rivedere i tifosi allo stadio prima possibile, ma non credo sarà a gennaio”.

In controtendenza il virologo Fabrizio Pregliasco, intervenuto quest’oggi sulle frequenze di radio Kiss Kiss Napoli  ha rilasciato alcune dichiarazioni che escludono ogni possibile ritorno del pubblico negli stadi: “Facciamo prima il vaccino agli anziani. Poi condivido che venga fatto ai calciatori per assicurare il continuo della stagione sino al suo termine. Il Vaccino unica strada anche per tornare allo stadio in sicurezza. Non bisogna abbassare la guardia. Io stesso mi sono vaccinato ma non significa che posso abbassare la guardia, anzi. Tifosi a giugno negli stadi? Molto difficile, credo più plausibile rivederli con la nuova stagione, a settembre magari”.

 Per le società, dunque, un’altra stangata certa “perché il botteghino – come ha detto Gravina – era una delle voci più importanti dei nostri ricavi. Solo in Serie A si stimano perdite per 400-500 milioni di euro.

Un momentaccio per il calcio che pur guardando oltre, vede una Premier che sta valutando uno stop di due settimane per far fronte all’emergenza Covid: questa secondo il The Telegraph, la decisione di alcuni presidenti di Premier League  a seguito di un picco di casi di coronavirus nel calcio inglese.

Danni che si sommano a danni ma ciascuno continua a percorrere la propria strada, ch’è sempre un vialetto in una miopia colpevole: il cadeau delle Agenzie delle Entrate, il 28 dicembre, ha detto:“mi riprendo il dono fatto lo scorso anno”. Si parla del Decreto Crescita che garantiva sgravi fiscali per chi arrivava dall’estero. Evaporato, dissolto con la solita nenia che tutti hanno ragione perché l’incomunicabilità è il difetto più dannoso di questo nostro Paese. Ora si chiede  un  Dpcm attuativo, necessario per sbloccare la situazione. Così il presidente Paolo Dal Pino con l’aiuto del presidente della FIGC Gabriele Gravina, si sarebbe immediatamente mossa per fare pressing politicopre e risolvere l’impasse.

L’avvocato Pierfilippo Capello  partner dello studio legale Osborne Clarke e specializzato nelle tematiche di diritto sportivo, ha commentato per Calcio e Finanza lo stop da parte dell’Agenzia delle entrate alla norma relativa alle agevolazioni fiscali per gli sportivi professionisti e spiega: “Nella giornata del 28 dicembre l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare 33/E che, in oltre 40 pagine, fornisce una serie di chiarimenti sul cosiddetto “regime agevolato degli impatriati” alla luce delle modifiche apportate dal Dl n. 34/2019 (Decreto Crescita) e dal Dl n. 124/2019 (Decreto fiscale).

In pratica, molte agevolazioni attendevano il placet del Governo:Tuttavia, a oggi, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non è stato emanato: secondo la lettura dell’Agenzia delle Entrate, tale lacuna renderebbe inapplicabile la normativa ai lavoratori sportivi, per i quali si dovrebbe quindi applicare la fiscalità ordinaria.”

Tante impervie burocratiche salite per dire che al danno si assomma un altro danno che per la società Calcio Napoli ammonterebbe ad altri 5 milioni.

Giornalista.

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