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Stipendi: la cassa piange

Il 1° dicembre i calciatori dovranno essere pagati, ma ci sono tre società in debito dallo scorso campionato

Le conseguenze economiche della pandemia si fanno sentire ora nel concreto e non si tratta di lanciare allarmi ma di pagare gli stipendi che è l’urgenza dell’oggi. Entro il 1° dicembre le società dovranno versare tutte le mensilità, compresi i premi, fino al 31 agosto per evitare penalizzazioni. Inoltre il 16 dicembre dovranno esser pagate le mensilità successive. La cassa piange e urgono soluzioni per evitare penalizzazioni che sono pesantissime perché qualora un club non riuscisse a pagare gli stipendi netti ci sarebbero 2 punti di penalizzazione e 2 punti anche per i contributi. Il Consiglio Federale già aveva spostato il termine dal 16 novembre al 1° dicembre ma ora si pensa a due possibili soluzioni: la prima   prevede un accordo ufficiale tra club e calciatori per rinviare i pagamenti, oppure ottenere il placet per il pagamento degli ingaggi netti senza il conteggio di contributi e imposte.

Quindi società su venti si trovano in grande difficoltà a onorare gli impegni, ma la situazione è molto seria: ora bisogna pagare ma  ci sono tre società di Serie A che non hanno ancora versato l’ultimo mese della vecchia stagione, né hanno trovato accordi con i loro tesserati.

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