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Spalletti dovrà chiarire il perchè di una “non” prestazione

Del tutto assente nel Napoli il senso di agonismo in un’atmosfera di volemose bene: Spalletti dovrà capire se si tratta di una condizione fisica o mentale

Come di consueto, sul proprio sito, la SSCNapoli ha commentato la prova degli azzurri:Finisce con il successo del Benevento l’amichevole allo Stadio Maradona. Napoli, che privo dei nazionali e di vari titolari, gioca galleggiando tra un test di allenamento e una gara di avvicinamento alla sfida di contro la Juve. Bella prova delle Streghe che meritano il successo, mentre per gli azzurri alcune indicazioni sulle seconde linee e una serata non semplice ma certamente propedeutica per recuperare forze, energie e uomini per la ripresa del campionato. Si ricomincia sabato al Maradona: Napoli-Juventus per un sabato di grandi emozioni…”.

Un risultato comunque imbarazzante che Spalletti non avrà certo gradito ma che, da uomo di mondo, visto come si era messa la partita, ha preferito che la concludessero i ragazzini, piuttosto che insistere sui titolari che non c’erano.

Spalletti dovrà analizzare il perchè di questa “non” prestazione, se fisica o mentale.  Ancora non al top Fabian, Malcuit e Politano, una tirata d’orecchi Spalletti l’avrà poi riservata “specialissima”  per Lozano che non ne ha azzeccata una.  Tuttavia non conta la sconfitta, maturata in un’atmosfera di “volemose bene” tra i due presidenti che prima dell’incontro avevano fatto alcune considerazioni.

Oreste Vigorito ai microfoni di Sky Sport ha ricordato i tempi passati: “Era il Napoli pre Maradona, ma neanche quello di Garibaldi e Mazzini. Io ero uno studente a cui il padre aveva regalato un abbonamento in Curva A e che sognava l’arrivo di Maradona e dei campioni che poi sono arrivati e aveva tanti sogni nel cassetto. Questa amichevole era un promessa che avevo fatto a De Laurentiis nello scorso campionato. Il Napoli è la squadra della Campania e penso che anche i beneventani abbiano i colori azzurri accanto a quelli di quelli giallorossi. Ho sempre pregato Aurelio di far sviluppare questo rapporto tra Benevento e Napoli.

Se mettiamo insieme la mentalità più imprenditoriale di De Laurentiis e quella più appassionata di uno come me. Io vorrei imparare da lui alcune cose perché gestisce in maniera egregia un club così complicato, e vorrei insegnargli qualcosa. – conclude Vigorito tornando sul sogno Ibrahimovic e sulle difficoltà attuali – Era il momento in cui, affascinato anche da un allenatore che aveva calcato quelle scene e poi era venuto qui, pensavo che anche un grande campione come lui potesse ripartite e finire la carriera in un club di provincia. Del resto Buffon docet. Difficoltà attuali? In questo momento è come scavare l’Everest, si scivola verso il basso e se dovessi cominciare oggi non lo farei. Però siccome sono in questo campo da 15 anni cercherò di riconquistare la vetta almeno per godermi almeno il panorama, sennò mi fermerò a metà strada”.

E il presidente Aurelio De Laurentiis  ai microfoni di OttoChannel  ha puntualizzato la presenza in Europa del Napoli: “Il futuro l’abbiamo fatto in questi 12 anni in Europa. Nessuna squadra italiana ha avuto questa continuità. Non abbiamo vinto lo scudetto ma non è l’unica cosa che conta. A volte per vincere gli scudetti non bisogna essere solo una squadra importante. Si vince per varie combinazioni e altre volte c’è chi ti scippa lo scudetto. La sinergia dovrebbe esistere in tutta la Campania. Non ci dovrebbe essere nessuna contrapposizione con Avellino, Juve Stabia, Benevento perchè rappresentiamo la cosidetta “Terra felix”.

Giornalista.

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