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Sotto attacco la riforma dello sport

Tante critiche che somigliano ad una bocciatura, soprattutto sotto il profilo della incostituzionalità

La riforma dello sport è sotto attacco; dopo la netta posizione di Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, del CONI e delle Federazioni che hanno duramente criticato il testo unico voluto dal ministro, il dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio ha inviato una lettera al ministro ed agli altri ministeri.

Tante critiche che somigliano ad una bocciatura, soprattutto sotto il profilo della incostituzionalità, della incidenza sui regolamenti del CIO e di sconfinamenti di campo rispetto alla legge delega dell’agosto 2019.

Si rilevano parecchie criticità dal punto di vista della chiarezza dei contenuti che secondo il DAGL renderebbe necessario un parere obbligatorio del Consiglio di Stato  per evitare di incorrere in un errore proceduraleI tecnici che hanno analizzato la riforma trovano sbagliata la concezione della nuova governance, che e’ il cuore della riforma del ministro Spadafora, con le eccessive mansioni assegnate al nuovo dipartimento che crea confusione ed alimenta la burocrazia [rte macroaree e 45 dipendenti].

Il DAGL inoltre sostiene che il recupero, da Sport e Salute dei beni strumentali e delle risorse umane potrebbe non rientrare nelle opzioni consentite dalla delega.

Inoltre è messa in discussione la dicitura “confederazione delle federazioni” tanto cara al CONI; la legge infatti parla di autonomia gestionale, amministrativa e contabile di federazioni, enti e associazioni benemerite e discipline associate.

Prima della legge delega era il CONI ad occuparsi dei finanziamenti da destinare alle federazioni.

Ma chi decide quanti soldi vanno, a chi e con quali criteri? Secondo la Presidenza del Consiglio non il dipartimento.

Secondo il DAGL l’individuazione dei principi generali spetta al CONI.

E’ fuori dai parametri della legge delega anche la possibilità  che una asd assuma la qualificazione giuridica di ente del terzo settore o di impresa sociale, mentre sono stati chiesti ulteriori chiarimenti sul lavoro sportivo, contestatissimo dai presidenti federali.

Si fa ancora presente che c’è una errata visione della disciplina semplificata per le associazioni senza fini di lucro che vogliono costruire o ammodernare gli impianti: la mancanza della finalità di lucro non presuppone che questi soggetti non svolgano attività a rilevanza di mercato.

Spadafora ha comunicato che la riforma proseguirà il suo iter.

Collaboratore - Avvocato

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