Seguici su
1606814839090918

In primo piano

Si soffre ma si resta a Wembley: l’Italia è la prima finalista degli Europei

Con la sofferenza e l’esperienza gli azzurri soffrono fino ai rigori contro la Spagna; dal dischetto Jorginho regala la finale di Wembley all’Italia

Italia-Spagna 1-1 (5-3 rig.)

Va detto: l‘Italia meno brillante di questo fantastico Euro 2020 raggiunge per la quarta volta nella storia la finale del torneo continentale. E’ stata un’autentica sofferenza, sia per i calciatori in campo che per i tifosi allo stadio e davanti alla tv, ma alla fine Wembley si tinge di azzurro e al rigore decisivo di Jorginho la festa è tutta italiana e le lacrime sono solo spagnole. Una vittoria voluta a tutti i costi e arrivata con quel pizzico di fortuna che non guasta mai, visto che le Furie Rosse obiettivamente hanno giocato meglio e ai punti avrebbero meritato la qualificazione: l’Italia è la prima finalista degli Europei, in attesa di conoscere la vincitrice tra Inghilterra e Danimarca.

La Spagna non si snatura mai, il dna è sempre quello del tiki-taka; e infatti il primo tempo finisce sul risultato di 0-0, con Busquets e Pedri  padroni del centrocampo e l’Italia in evidente difficoltà. La grande occasione per gli azzurri si concretizza un attimo prima del riposo: traversa di Emerson liberato da Insigne, che fa il paio col palo colpito (in fuorigioco) da Barella in avvio di gara, sulla prima di una serie di uscite bizzarre di Unai Simon. Oyarzabal a destra e Ferran Torres sul lato opposto arrivano più volte al tiro; il centrocampo azzurro non ha dimostrato la solita forza delle ultime uscite, e forse anche Giorgio Chiellini ha accusato la stanchezza.

Allo scoccare dell’ora di gioco Donnarumma è però bravo a far ripartire subito il gioco per Verratti che serve Insigne, il capitano del Napoli vede il taglio di Immobile, fermato in scivolata da Laporte, la palla arriva a Chiesa che punta Garcia e con un destro a giro fa secco Unai Simon. Luis Enrique si gioca subito la carta Morata, una mossa che si rivelerà azzeccata (almeno fino alla lotteria dei rigori), poi getta nella mischia anche Gerard Moreno e Rodri. Ma è Dani Olmo all’80’ l’uomo più pericoloso, imprendibile sia da falso nove che sull’esterno. Così, dopo una doppia occasione per Berardi, su cui Unai Simon è attento, arriva la doccia gelata per gli Azzurri: è da manuale del calcio l’uno-due tra Olmo e Morata, che in rasoterra non lascia scampo a Donnarumma.

Mancini inserisce Belotti al posto di Insigne, e nei supplementari prevalentemente si soffre; all’inizio del secondo tempo supplementare entra Federico Bernardeschi al posto di uno stremato Chiesa. I rigori, invece, sanno essere tanto emozionanti quanto spietati e la fortuna è una componente importante. E l’errore iniziale di Locatelli sembrava aver gelato le speranze degli azzurri; ma dal dischetto sbagliano il migliore in campo per distacco (Dani Olmo) e l’uomo capace di riequilibrare il match (Morata), e Jorginho- nel modo più bello- regala la finale degli Europei agli azzurri: si resta a Wembley.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Da leggere

Altri in In primo piano

rfwbs-slide