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Si affronteranno per la prima volta in panchina Gattuso e Pirlo: in palio c’è la Supercoppa Italiana

Petagna è sulla via del pieno recupero; problemi ancora per la caviglia di Mertens

Il tecnico del Napoli ha finalmente sorriso dopo la goleada inferta alla Fiorentina e Andrea Pirlo è stato severamente punito dopo la brutta sconfitta a San Siro contro l’Inter. Ma queste premesse non contano in una sfida all’O.K. Corral dove i gol sono i proiettili di cui la Juventus di Sarri, nel giugno scorso, ancora sente le ferite. Né sono dimenticati i rigori che consegnarono la Supercoppa al Napoli nel 2014 quasi a sanare quella “scippata” dalla Juventus nel 2012. Vincere o perdere sul campo è la vera conquista sportiva al di là del tifo. E il Napoli, che sempre sa accettare le sconfitte, ancora recrimina per quell’ingiustizia.

Ma domani sera faccia a faccia, le due squadre metteranno l’anima per conquistare il trofeo pur se i problemi vengono dalle infermerie. Pirlo  dovrà fare a meno di Dybala, De Ligt, Alex Sandro e Cuadrado e molto probabilmente si affiderà a  Weston McKennie, Dejan Kulusevski e Federico Bernardeschi entrati nella ripresa contro l’Inter per sostituire Adrien Rabiot e Aaron Ramsey e Frabotta uscito per una botta; anche in difesa potrebbe però esserci un cambio, con l’esclusione di Giorgio Chiellini e l’inserimento di Merih Demiral a fianco di Leonardo Bonucci.

Non sta meglio Rino Gattuso che oltre all’assenza scontata di Osimhen, dovrà fare valutazioni non tanto tecniche quanto per le conseguenze di infortuni che riguardano Mertens e Petagna. La caviglia del belga non è ancora del tutto affidabile e continua a dargli fastidi. Per Petagna che aveva rimediato una contusione al polpaccio, l’auspicio è nel  recupero lampo  registrato ieri.  Andrea Petagna è diventato l’uomo in più, l’uomo che ha sorpreso se stesso, l’uomo arrivato a Napoli ma destinato alla stessa sorte di Inglese. Invece, Osimhen prima e Mertens dopo hanno fatto spazio a questo bulldozer che ha saputo cogliere l’occasione e  ha iniziato ad assaporare il piacere di questa maglia. Le prime apparizioni, per un giocatore che si sentiva “riserva”, lasciavano l’amaro in bocca: poi il calcio è anche sorpresa, caso, fato e  Andrea Petagna ha iniziato con qualche assist vincente molto apprezzato da Gattuso.

Di momenti bui Andrea, ne ha già vissuti nel passato e nel 2016 ebbe  voglia di smettere, poi  il mental coach, Roberto Civitarese lo prese per mano e all’epoca Andrea tornò sui campi più convinto: “  Sono, o meglio, ero una persona negativa che tende a non credere in se stessa. Nei mesi in cui giocavo a Latina avevo sempre paura di sbagliare. Mi limitavo a fare il compitino. Lui mi ha aiutato a recuperare fiducia, adesso ho ritrovato l’equilibrio anche se so che prima o poi un momento negativo tornerà. Ecco perché non ho abbandonato le sedute: la mente è come un muscolo e come tale va allenato.

Contro la Juventus ci sarà. Sarà l’ariete o il frangiflutto: l’importante è che sarà al suo posto di combattimento, fiero, forte e deciso a segnare ancora alla Juventus.

Giornalista.

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