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Sentenza Juve-Napoli, un film già visto…

Un film al quale De Laurentiis, da esperto di cinema qual è, avrà di sicuro pensato subito dopo aver letto le assurde motivazioni della sentenza…

La sentenza Juventus- Napoli, un film già visto

la vignetta di Roberto ReySentenza Juve-Napoli, un film già visto…

A proposito della della decisione della Corte Sportiva di Appello di respingere il ricorso presentato dal Napoli, c’è un esaustivo articolo a firma di Alessandro Barbano, pubblicato un paio di giorni fa sul sito del “Corriere dello Sport”, il cui titolo è: “Sentenza Juve-Napoli, la legge del sospetto”. Titolo che ricorda il famoso film “La regola del sospetto” interpretato da Colin Farrel e Al Pacino e al quale De Laurentiis, da esperto di cinema qual è, avrà di sicuro pensato subito dopo aver letto le assurde motivazioni della sentenza. Di seguito pubblichiamo l’inizio dell’articolo di Barbano in cui si legge:

“«Dolo preordinato»: il Napoli non solo avrebbe potuto giocare contro la Juve a Torino, ma ha premeditatamente creato le condizioni per non partire. Non solo non esisteva una causa di forza maggiore, ma quella causa è stata progettata e precostituita dal club azzurro con piena volontarietà. E, non si dice ma si lascia intendere, con altrettante chiare complicità. Se le cose stanno davvero come le mette insieme la Corte sportiva d’Appello nel dispositivo di condanna, non si capisce perché il Napoli sia stato punito con la sconfitta per tre a zero e con un punto di penalizzazione, e non piuttosto – come sarebbe stato logico rispetto alla gravità delle accuse contestate – con la radiazione dal campionato. E non si capisce perché i giudici non abbiano disposto l’invio della sentenza alla procura della Repubblica per un’indagine penale che accertasse i sospetti formulati. Perché di questo si tratta. Di una sentenza fondata su una legge del sospetto, che racconta il calcio come una teocrazia arbitraria… “.

L’articolo, dopo aver messo in evidenza la fragilità delle motivazioni, si conclude definendo così la sentenza: “…una sentenza che, in qualunque sede ordinaria, sarebbe considerata un compitino incoerente e, forse, anche ignorante”.

Per leggere l’intero articolo cliccare QUI

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Grafico, Vignettista, Scrittore.

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