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Senatore Ruotolo: “Protocollo da rivedere. Il calcio vive su un altro pianeta”

Da “ex” giornalista, Ruotolo ha analizzato con lucidità la situazione del calcio italiano…

A Radio Marte, durante la trasmissione “Marte Sport Live”, è intervenuto il senatore Sandro Ruotolo per parlare dell’attuale situazione del calcio italiano:

“I protocolli vanno rivisti, la situazione è cambiata. L’emergenza sanitaria ha un passo diverso. A giugno-luglio pensavamo di gestire tranquillamente, oggi c’è un allarme. In Campania si soffre peraltro di più. Ipotizzare che il mondo del calcio viva in un altro pianeta non è possibile. Ci auguriamo tutti che possa proseguire il campionato ma vanno rivisti i protocolli. Nell’interrogazione parlamentare abbiamo ricostruito i fatti. Ovvio che l’autorità sanitaria debba comandare, le competenze in maniera di sanità sono delle Regioni. Questo era proprio il momento di andare a rivedere i protocolli, andando poi a ripartire con il campionato”.

Il senatore, da “ex” giornalista ha analizzato in maniera lucida e attenta la situazione. Poi qualche parola sulla decisione della Procura di aprire un’inchiesta sul Napoli ma non sulle altre squadre, quali Genoa, Inter e Milan:

“A me questo sconsola e rende triste. Non si tratta di dividersi in due schieramenti, dobbiamo mettere la salute di tutto il mondo che calcio che lavora al primo posto. Questi atteggiamenti sono incomprensibili, noi stiamo vivendo una pandemia da 36.000 vittime e sta cambiando tutto. Siccome è una situazione completamente nuova allora sono stati fatti questi protocolli ma ora vanno aggiornati, perché l’epidemia si sta aggiornando. Noi abbiamo la salute come primo bene da preservare, andremo avanti fino a quando potremo con le partite ma la salute è al primo posto”.

In conclusione, Ruotolo ha parlato anche di Mancini, che ha attaccato il ministro Speranza:

Adoro la sua Nazionale però francamente lui in questo momento sembra proprio il testimonial di un mondo che vive in un altro pianeta. Come si permette di dire che il calcio è uguale alla scuola? Come può parlare della boutade di riempire gli stadi? Gli servirebbe un po’ più di umiltà, andasse a vedere la sofferenza negli ospedali. Siamo in una svolta epocale, forse lo si sta capendo. La gente sta mettendo la mascherina, ci si sta rendendo più conto dell’emergenza. Se facciamo prevenzione e il mondo del calcio prevede i protocolli riusciremo ad andare avanti, però con cautela e prudenza”.

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