Seguici su
1606814839090918

Editoriale

Ronaldo, Ibra, Maradona, Insigne: nessuno è infallibile dagli 11 metri

Nemmeno Diego era infallibile dal dischetto, figurarsi Ronaldo che ha sbagliato un rigore in finale di Champions

Una settimana prima di Natale, il 16 dicembre scorso,  il rigore sbagliato da Cristiano Ronaldo nella gara Juventus – Atalanta, negò ai bianconeri il sapore della vittoria. Aveva segnato Chiesa nel primo tempo e Freuler aveva pareggiato: 4 minuti dopo, in soccorso arriva il check del Var Irrati che indica a Doveri un contatto tra Hateboer e Chiesa, molto abile nelle cadute. Dal dischetto Ronaldo tira verso sinistra ma Gollini para. E così arriva a 4 il numero di rigori sbagliati da Ronaldo da quando veste la maglia bianconera. Contro il Chievo nel 2019, contro il Milan (0-0) (Coppa Italia), contro la Sampdoria , contro l’Atalanta. Ma di rigori sbagliati da Ronaldo ce ne sono tanti e Repubblica ricorda: “Tra gli errori più noti quello nella finale di Champions nel 2008 quando giocava nel Manchester United. Cristiano sbagliò il terzo tiro dal dischetto contro il Chelsea, ma alla fine fu un ‘errore indolore’, cancellato dalla grottesca scivolata di Terry che tolse il vantaggio al Chelsea fino al tiro di Anelka parato da Van de Saar che diede la coppa al Manchester.  In carriera Cristiano ha tirato 165 rigori facendo 137 gol. Con una percentuale dell’83%. Che però non è la più alta tra i calciatori in attività.

Anche per Zlatan Ibrahimovic il discorso rigori è piuttosto doloroso. Il sito Goal Italia fa i conti e scrive: “Numeri horror per Ibrahimovic dal dischetto: sbagliati tre degli ultimi quattro rigori. Ibrahimovic è il giocatore ad aver fallito più rigori nei top 5 campionati europei. Dopo il Verona l’annuncio: “Il prossimo lo lascio a Kessié”.

Due grandi campioni indiscussi a cui si riconosce soprattutto la leadership nello spogliatoio e in campo, né c’è da fare l’elenco di grandissimi campioni anche del passato che non hanno dormito un’intera notte pensando all’occasione perduta. Nessuno potrà dimenticare il mondiale dell’82, Italia-Germania con Cabrini dal dischetto: clamorosamente sbaglia e il colore del viso diventa verde. Nessuno dimentica Baggio. Nessuno dimentica Maradona.

Ed ora un pensiero per Lorenzo Insigne, per molti privo della leadership che tradotto in italiano, lingua tanto più ricca di sfumature, dovrebbe intendersi come guida con un ruolo di direzione, lontano dalla concezione di ‘caput’. Insigne mai sarà Ronaldo che, in caso di un errore di un compagno, urla e accusa. Ronaldo ha la leadership del comando,’caput’ che ben si addice ad un club che ‘comanda’. Nella Magna Graecia, si accoglie, si indica una strada, in un’accezione diversa: e Maradona, il più grande di tutti, di tante tante spanne superiore a Ronaldo, abbracciava il compagno che sbagliava: Lorenzo Insigne è il capitano del Napoli: la sua guida innamorata.

 

Giornalista.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Da leggere

Altri in Editoriale

rfwbs-slide