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Commento alla partita

Rammarico, ma non è disfatta: la Juve vince il recupero dei recuperi, ma ci sono ancora nove finali

Una Juve grintosa vince lo spareggio Champions nonostante un buon Napoli; il gol di Insigne tiene vive le speranze azzurre, pessima prestazione dell’arbitro Mariani e del VAR

Juventus-Napoli 2-1 (13′ Ronaldo, 73′ Dybala; 89′ Insigne [rig.])

Che rammarico: giocarsi la qualificazione Champions in uno spareggio delicatissimo, con mille pressioni legate a rinvii e controrinvii, sicuramente non è stata impresa da poco; in particolare non è stato semplice affrontare una Juventus ‘piangina’, che da una settimana si dà per spacciata, e che ha approfittato delle voci su un addio di Pirlo per accumulare energia nervosa. E’ risaputo, la squadra che arriva sfavorita ha comunque un vantaggio mentale; l’atteggiamento del Napoli non è stato però sbagliato, anzi. E allora cosa è andato storto stasera? Innanzitutto un errore di lettura della linea difensiva sul primo gol, che ha permesso a Ronaldo di calciare indisturbato in area di rigore – il tutto agevolato dalla pessima prestazione di Hysaj sulla fascia sinistra. Lozano e Mertens non sono stati decisamente in grado di dare un importante contributo davanti; in particolare il messicano stava per farla grossa quando- un pò come Manolas a Sassuolo- ha atterrato Chiesa in area di rigore a palla lontana. Mariani e il VAR Di Paolo non intervengono, ma attenzione: se quello di Lozano può essere interpretato come un ‘non chiaro ed evidente errore’, quello di Alex Sandro su Zielinski è clamoroso: l’arbitro e il VAR sono nettamente i peggiori in campo. Il Napoli domina nel secondo tempo, ma contro gli azzurri i morti risuscitano, e Dybala– al ritorno in campo dopo 3 mesi- con un gran sinistro batte un non perfetto Meret. Gattuso nei cambi è spregiudicato, inizialmente lascia Mertens per far entrare Osimhen per poi togliere Fabian e far entrare Elmas e Petagna; e nel finale il nigeriano- entrato bene in partita- si guadagna un prezioso calcio di rigore all’89’ per un fallo di Chiellini, e solo per colpa di uno straordinario Buffon- autore di tante belle parate- non trova il gol del 2-2. Peccato, comunque dovranno esserci nove finali di fuoco: gli azzurri comunque escono in vantaggio negli scontri diretti.

A sei mesi dalla data originaria le due squadre scendono in campo affrontandosi a viso aperto e prendendosi anche qualche rischio, ma è la Juve a mostrare di gran lunga l’atteggiamento più aggressivo in avvio. La prima grande chance per i bianconeri arriva dopo appena 2′, ma Ronaldo cicca di testa sul cross di Danilo e spedisce a lato completamente solo. Il portoghese si infuria con se stesso, ma si rifà al 13′: Chiesa ubriaca Hysaj con una magia e crossa in mezzo per lui, che questa volta non sbaglia l’appoggio facile alle spalle di Meret. Una volta sbloccatasi, la partita si assesta su ritmi meno tambureggianti, con i bianconeri che si mettono in gestione e i partenopei che faticano a trovare guizzi interessanti per entrare in area. Al 35′ i padroni di casa recriminano per un evidentissimo intervento falloso di Lozano su Chiesa, ma Mariani non fischia nonostante il check a distanza del Var. In maniera altrettanto clamorosa (e dando il sospetto di una “compensazione”), arbitro e Var non assegnano un rigore in area bianconera, per fallo di Alex Sandro su Zielinski. Due errori incredibili, che sancisono l’1-0 a fine primo tempo.

La prima grande occasione della ripresa capita sul destro di Di Lorenzo, lasciato colpevolmente libero di inserirsi e calciare, ma Buffon è attentissimo a respingere. Il Napoli cresce col passare dei minuti, scoprendo il fianco a qualche contropiede, ma pressando la Juve in maniera sempre più insistente. Il tecnico calabrese getta nella mischia anche Osimhen e Politano, schiacciando ulteriormente una Juve un po’ in affanno. Buffon è super su Insigne al 59′ e su Fabian Ruiz al 70′ e allora, per togliere un po’ di pressione ai suoi, Pirlo  inserisce i “reintegrati” McKennie e Dybala. . Non passano 5 minuti dal suo ingresso che è raddoppio Juve: Dybala riceve da Bentancur e da fermo lascia partire un sinistro a girare che si infila alle spalle di Meret: è il l 73’, arriva il 2-0. Nessuno si ferma: la gara resta vivace e giocata su ritmi elevati, inevitabile anche un po’ di nervosismo, entra anche Petagna. All’89’ un intervento di Chiellini su Osimhen causa un rigore: dal dischetto (ancora) Insigne, e ancora gol: 2-1 al 90’.

 

 

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