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Editoriale

Piacerebbe Koulibaly ma costa troppo e costare troppo a Milano, Torino, Barcellona, Valencia, è peggio che avere il colera

Tutti i grandi club hanno da tempo iniziato una politica di riduzione degli ingaggi per ragioni di bilancio. Il Napoli come la Juventus, il Milan, l’Inter.

Gli piacerebbe, eccome, Vereout, ma costa troppo e sa bene che “costare troppo” a Napoli è peggio che avere il colera. “ E’ stata una frase ad effetto di dubbio gusto, quella letta qualche giorno fa su un quotidiano sportivo che ha scatenato qualche alzata di scudi per poi spegnersi nel nulla.

Così facendo però si perde di vista il diktat di tutti i club tesi a ridurre gli ingaggi. Ad un  evento organizzato pochi giorni  fa da Il Mattino per i suoi 150 anni, presso il Palazzo Reale – Teatro di Corte, il ds Giuseppe Marotta disse: “Se noi prendessimo dieci tifosi chiedendo loro: “Preferite una squadra che rischia il default ma che vince il campionato o preferite una società che è virtuosa ma che arriva quinta o sesta?”. Vedete che su dieci, undici dicono che preferiscono vincere il campionato. Però al di là di questo, il dirigente della gestione deve essere molto equilibrato e di conseguenza la sostenibilità è un obbligo. Si deve anche capire che certi costi devono essere contenuti. Oggi noi abbiamo un costo del lavoro che ha dei limiti, gli ingaggi sfiorano il 60-70% del fatturato. Bisogna ridurre i costi ancor prima di valorizzare le risorse, però poi dobbiamo salvaguardare la competitività, anche in termini Europei. Normale che per seguire la sostenibilità riduzione dei costi e valorizzazione delle risorse”.

Il Milan che ha navigato per anni in acque tempestose, escluso anche dalle coppe, oggi  può presentare  l’ultimo bilancio con un rosso di 96,4 milioni di euro. Un difetto di bilancio decisamente inferiore a quello del 2019-20 che ammontava a 194,6 milioni.

Abbattere il monte ingaggi era uno dei passi indispensabili per la riqualificazione finanziaria del club come sottolinea Calciomercatocom,  e, da quando il fondo Elliott è subentrato alla guida (luglio 2018) il percorso in questo senso è stato nettamente virtuoso: dai 125 milioni del 2018/19 si è arrivati ai circa 80 attuali , sfruttando anche le opportunità offerte dalla legge.

La Juventus che rappresenta un filamento della Exor, pronta a garantire aumenti di capitale (400 milioni) è quasi ferma nel mercato come sottolinea il giornalista di fede juventina Andrea Bosco che scrive: “La Juve farà mercato: ma gli investimenti saranno contenuti. E per ogni entrata, dovrà esserci una corrispondente uscita” E in un altro editoriale ha scritto: Nessuno vuole comprare (con gli stipendi che hanno) i giocatori che la Juventus intende rottamare.”

Ma c’è da guardare anche oltre la Serie A, e precisamente in casa del Barcellona che con 500 milioni di rosso più altri 150 possibili, lancia un’inziativa: “Hai mai sognato di suonare al Camp Nou? Ora è possibile, vieni da solo o con gli amici a goderti le partite organizzate dall’FC Barcelona al Camp Nou quest’estate” questo è il messaggio con il quale il Barcellona ha inaugurato la sua nuova iniziativa per cercare di avere qualche entrata economica extra. Il club azulgrana infatti ha messo a disposizione la sua struttura il 6 e l’11 giugno per una cifra di 300 euro a persona.

Il Valencia che ha da pochi giorni chiuso il contratto con Gennaro Gattuso dovrà affrontare un mercato col portafoglio di Paperon dè Paperoni e servono cessioni per 70 milioni per arrivare al pareggio di bilancio.

E’ chiaro che la Fifa dovrebbe, potrebbe intervenire per calmierare un mercato che da un lato tende a ridurre e dall’altro (alcuni club di Premier e il PSG) rende instabile l’equilibrio.

Dunque “Piacerebbe Koulibaly ma costa troppo e sa bene Xavi o Inzaghi, o Pioli o Allegri che “costare troppo” a Milano, Torino, Barcellona, Valencia, è peggio che avere il colera.

 

 

Giornalista.

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