Seguici su
1606814839090918

In primo piano

Paratici, Piccinini ed il pasticciaccio della Dacia Arena

La Juventus vince ad Udine, con annessa sfuriata di Paratici nei confronti dell’arbitro: Piccinini non le manda a dire a Sky Calcio Club

Da un lato, c’è l’aspetto sportivo: una Juventus ferita, barcollante, piazza il colpo ad Udine negli ultimi dieci minuti. Una partita di Allegriana memoria, ma senza la sicurezza (difensiva in primis) di quella squadra. Una Juventus che si affida a Ronaldo, al talento dei singoli, alla sorte, in una tempesta sportiva ed emotiva che la vede fuori dei giochi scudetto a quattro giornate dalla fine. Fuori agli ottavi di Champions, ed una qualificazione in Champions in bilico fino all’ultima giornata: un’estate di fuoco attende la dirigenza bianconera, che nel corso di quest’anno ha perso scommesse e certezze. A cominciare dal tecnico.

Dall’altro, ci sono le questioni extra-campo. Perché i giocatori e l’allenatore non sono gli unici ad aver perso la bussola a Torino: proprio la dirigenza si è macchiata, nel corso della stagione, di comportamenti da censurare. Anche alla Dacia Arena, dopo un primo tempo in svantaggio ma senza particolari recriminazioni, si è dovuto assistere alle proteste di un Paratici fuori di sé.

Come rimarcato da Sandro Piccinini a Sky Calcio Club: “Il direttore dell’Udinese Pierpaolo Marino ci è rimasto male. Non si aspettava quell’atteggiamento da Paratici. Di proteste dei giocatori, a fine primo tempo, ne abbiamo viste tante: non mi piacciono, è un fenomeno molto italiano e che andrebbe stigmatizzato. Che un dirigente arrivi da una tribuna, però, è un’altra roba. Più volte Fabio Paratici ha preso multe per il comportamento con gli arbitri. Non so se abbia ragione o torto, Marino, ma pensa che l’arbitro sia stato condizionato da quell’intervallo. Magari a Chiffi non frega niente e i suoi errori li ha commessi in buona fede, ma certi comportamenti dei dirigenti andrebbero sempre evitati. Stavano protestando Andrea Pirlo e i giocatori, anche se non si fa: perché mai, a quel punto, deve scendere un dirigente dalla tribuna? Non è la prima volta che succede. Spero che chi di dovere lo faccia presente. Un arbitro può subirlo un condizionamento“.

Episodi, ormai, ai quali ci stiamo abituando, ma che sono totalmente fuori dai principi di lealtà sportiva. “Cose da vecchio calcio”, come le ha definite il dg dell’Udinese, Pierpaolo Marino. Evidentemente, un vecchio calcio che non abbiamo mai superato.

Giornalista

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Da leggere

Altri in In primo piano

rfwbs-slide