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Ore 18,45, lockdown per zona azzurra, il Napoli gioca all’Allianz

C’è molta emozione nell’aria come non se ne avvertiva da tempo; c’è Juventus-Napoli che consente a tutti un giro lungo sulle montagne russe

A Napoli, dalle 18,45 sino alle 21 circa, si osserverà il più severo  lockdown   da un anno a questa parte. Sarà la zona azzurra a trionfare nel desiderio di emozioni sopite per un campionato gestito da un virus.

Si gioca Juventus-Napoli (salvo complicazioni) sull’onda di veleni e frecciate, da parte di una società che dimostra fragilità anche nella gestione della squadra. La fuga dalla bolla di 7 giocatori, il caso Suarez, la festa  “consueta” nella villa di McKennie, l’acceso confronto-scontro tra  Elkann e Agnelli, il faccia a faccia tra Agnelli e Pirlo, sono vicende che testimoniano il clima teso in casa-Juve e per tali ragioni rendono la partita ancor più difficile per il Napoli. I bianconeri scenderanno in campo per imporre la supremazia che hanno perduto dopo nove anni e difenderanno con i denti e le unghie il diritto di accedere alla Champions.

A disposizione di Pirlo son tornati i “pentiti e riposati” Arthur, Dybala e Mc Kennie, ed è  tornato anche Demiral, che si è riunito al gruppo.

Per il Napoli, Gattuso sembra volersi affidare ai piccoletti per impensierire la difesa bianconera e affiderà a Mertens il compito di sgusciare tra le linee comandate da Chiellini. A supporto del genietto ci sarà Zielinski con Lozano e Insigne a consegnar assist magari  al bacio (ma sbagliati per un certo commentatore Sky). In difesa torna Koulibaly con a fianco Rrahmani; esterni Di Lorenzo a destra e Hysaj sulla sinistra; al centro Demme se pienamente recuperato oppure Bakayoko con Fabian. In porta  l’eterno ballottaggio tra Meret e Ospina pienamente recuperato.

C’è molta emozione nell’aria come non se ne avvertiva da tempo, in un’atmosfera grigia condizionata da questa pandemia che occupa presente e futuro. C’è Juventus-Napoli che consente a tutti un giro lungo 93/94/95 minuti sulle montagne russe. Ognuno con qualcosa cui mirare: i tifosi per svegliarsi con il sorriso; il presidente per progettare, ma anche alcuni giocatori che vorranno togliersi qualche pietra dalla scarpa a cominciare da Koulibaly che fu condizionato da un goffo autogol; Insigne che non ha dormito tre giorni per quel rigore sbagliato e anche Lozano che ha pagato con un mese di stop, l’urlo di dolore pur di fermare la Juve. Si va, si giochi.

Giornalista.

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