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Occorre chiudere le competizioni della stagione 2019-2020 in questo anno

Per l’UEFA l’obiettivo è quello di trovare soluzioni sul calendario per completare tutte le competizioni e Gabriele Gravina studia i tempi

Appena ieri, l’UEFA annunciava che tutti i campionati si dovessero concludere entro il 3 agosto: oggi arriva la rettifica: “È stato riferito che il presidente UEFA, Aleksander Ceferin, ha dichiarato alla tedescs ZDF che la Champions League dovrà terminare entro il 3 agosto. Questo non è vero. Il presidente è stato molto chiaro nel non fissare date precise per la fine della stagione. La UEFA sta attualmente analizzando tutte le opzioni per completare le stagioni nazionali ed europee con l’ECA e l’European Leagues nel gruppo di lavoro istituito il 17 marzo. La priorità principale di tutti i membri del gruppo di lavoro è preservare la salute pubblica. A seguito di ciò, l’obiettivo è quello di trovare soluzioni sul calendario per completare tutte le competizioni. Attualmente, sono al vaglio opzioni  per giocare partite a luglio e ad agosto, se necessario, a seconda delle date di ripresa e dell’autorizzazione delle autorità nazionali”.

E’ chiaro, a questo punto, che non vi siano dubbi circa la ripresa del campionato: c’è soltanto da decidere tempi e modalità e il Presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, in un’intervista concessa a Enrico Varriale, vice direttore di Rai Sport,  ha così chiarito: “L’unico modo serio di gestire un’emergenza  di questo tipo è quello che dobbiamo comunque chiudere le competizioni della stagione 2019-2020 in questo anno. Stiamo lavorando su tutta una serie di ipotesi per gestire al meglio questa situazione. Una data ipotizzata per ripartire è quella del 17 maggio ma sappiamo, e lo sottolineo ancora una volta, che è una ipotesi”.

E tra le ipotesi, il presidente Gravina non esclude anche una stagione a ‘oltranza’ che si spinga a settembre o ottobre: “ È una modalità per evitare di compromettere non solo la stagione 2019-20, ma anche la stagione 20-21 non potendo partire con certezze di riferimenti perché, con la valanga di contenziosi ai quali saremmo sottoposti da tutti i soggetti che si potrebbero ritenere lesi nei loro diritti e nei loro interessi si correrebbe davvero il rischio di fare un campionato solo nelle aule dei tribunali”.

Giornalista.

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