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NAPOLI, una squadra esagerata

A questo  Napoli non basta vincere : vuole dimostrare di saper vincere

Parafrasando la commedia di Vincenzo Salemme (Una festa esagerata) , questo Napoli sta proprio esagerando con prestazioni che allargano l’orizzonte. A questo  Napoli non basta vincere : vuole dimostrare di saper vincere. Non è questione di poker azzeccati contro la Sampdoria ieri e contro l’Udinese tre giorni fa: è vero che gli episodi spesso decidono una partita come ha detto anche D’Aversa ai microfoni Dazn, ma non è il caso del Napoli che si impossessa della partita. L’episodio può portare ad un gol come nel caso del suicidio di Manolas contro la Juventus, ma quando si è esagerati, la partita la giochi sino alla fine com’è stato col Genoa. E’ la vera novità di questo campionato: è il Napoli a dominare il campo, a dettare le regole del gioco che cambia come un camaleonte in una velocità da sorprendere l’avversario che sta aggiustando le contromisure. E non va sottovalutato il terreno di gioco del Marassi – e non è una novità – che certamente non agevola le giocate di fino. Nulla dice a riguardo Bartosz Bereszynski che nel 2018, parlando del San Paolo in un’intervista a Sportowefakty disse: “Considero l’impianto di Napoli uno dei più brutti nei  quali abbia mai giocato”, senza aggiungere che ai giocatori deve interessare soltanto il prato verde che sia perfetto.

La partita giocata ieri contro la Sampdoria deve comunque far tenere i piedi a terra ancor più di prima perché il terrore di non reggere l’euforia che possa essere oscurata, esiste, e tuttavia il carpe diem di oggi sia benedetto cinque volte con l’auspicio che si moltiplichi in tanti carpe diem di domani e doman l’altro.

I 15 punti nessuno li può sottrarre: ne mancano appena 72 – ha detto Spalletti – per  avvistare la cima che porta a……

Ricamare sul lavoro fatto sin qui da Spalletti è un surplus ma quel che è determinante è la filosofia vincente fatta di parole agrodolci. Finalmente è un allenatore che parla con il tifoso, con la stampa, con Dazn, Sky senza far trasparire una “concessione”; piuttosto ama spiegare, soffermarsi,  far capire come si è vissuta la partita, com’è maturato il risultato.

Spiega i cambi che non sono sostituzioni di figurine Panini, ma ruoli che si vanno a diversificare con obiettivi diversi se rispetto al risultato o rispetto al risparmio di energie o minuti da dare a chi ha giocato meno. Una tavolozza di colori con mille sfumature d’azzurro.

Giornalista.

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