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Napoli – Juventus, purchè non ci si arrenda

L’unica chance a disposizione di ADL è quella di essere vicino alla squadra, e per squadra c’è da intendere anche Rino Gattuso confuso più della sua squadra.

Di che cosa avrà parlato Aurelio De Laurentiis con Mino Raiola nella hall dell’Hotel dove si è riunita l’Assemblea di Lega, si potrà scoprirlo (forse) nel prossimo futuro. Intanto la politica del pallone si è spaccata tra conservatori e progressisti. Molte le tesi avanzate da coloro che ritengono un grave errore pensare a un esonero di Gattuso mettendo la squadra nelle mani di un traghettatore; mentre i progressisti spingono all’esonero immediato di Gattuso. La certezza è che nessuno sente la massima fiducia nel tecnico che in ogni caso non ha un futuro nel Napoli.

E’ forse il primo tecnico nella storia del Napoli che potrebbe arrivare a maggio da licenziato,  il primo traghettatore di se stesso. Né Mazzarri, né Benitez, né Sarri, né Ancelotti hanno vissuto la condanna dell’ultima partita prima d’essere scaricati: ed  è questo il tormento di De Laurentiis che non può fare quello che vorrebbe fare.

Così l’unica chance a disposizione di ADL è quella di essere vicino alla squadra, e per squadra c’è da intendere anche Rino Gattuso confuso più della sua squadra.

Domani arriva la Juventus che se si fosse scontrata con il Napoli il 4 ottobre, avrebbe perso la partita all’Allianz perché in quella data giocava una squadra al completo e convinta dei suoi mezzi contro una Juventus che balbettava con i nuovi arrivati e soprattutto con un baby allenatore che non conosceva l’ambiente. Oggi son mutati gli scenari e Pirlo ha in mano la squadra, può disporre dei senatori come balie e i nuovi hanno avuto il tempo di sbagliare ma non distruggere. I pareggi con il Crotone e il Benevento sono stati recepiti come 1 punto guadagnato ed ora la Juventus è terza in classifica (42 punti) con una partita in meno.

Il Napoli ci arriva a pezzi opponendo la speranza. La speranza di invertire la rotta. La speranza che il gruppo sia compatto. La speranza che l’approccio sia positivo. Tuttavia un tecnico non prepara una partita sulla speranza ma sulla tattica e l’impressione che si coglie è che il Napoli giochi dopo tanti anni con 11 individualità che possono anche cercare scusanti o colpevoli. Che Hysaj non abbia ‘visto’ la mano tesa di Rrahmani, è stato un segnale non sfuggito agli osservatori ma che denota un clima da guerra fredda.

Napoli-Juventus 1 – 0 ? Possibile, auspicabile, ma che la vittoria non vada dispersa come le tante ottenute. Napoli – Juventus 0-0 ? Che si colga come 1 punto guadagnato con le tante assenze. Napoli – Juventus 0 – 1 ? Che sia la conseguenza di una battaglia persa per poter affrontare la successiva. Purchè non ci si arrenda.

Giornalista.

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