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Napoli, festa salvata al Maradona: Politano e Koulibaly completano la rimonta contro la Juve

L’errore di Manolas stava complicando tutto; Koulibaly festeggia il gol rimonta con un’esultanza che entrerà negli annali, ansia per Insigne e Mario Rui

Napoli-Juventus 2-1 (11′ Morata, 57′ Politano, 86′ Koulibaly)

Venti minuti di Napoli spettacolare al Maradona contro la Juventus di Allegri: la squadra di Spalletti comincia bene, conquistando subito otto calci d’angolo e schiacciando i bianconeri nella loro area di rigore. E poi? A complicare le cose ci pensa Manolas, forse con la testa in Grecia, che permette a Morata di segnare indisturbato. L’errore del difensore greco rischia di minare gli animi degli azzurri, ma nel secondo tempo il Napoli- sceso con la stessa intensità del primo, la ribalta; prima Politano segna approfittando dell’errore di Sczesney, mentre all’84’ Koulibaly spedisce in rete il tentativo di autogol di Kean e  corre a fotografare la curva. Nota positiva della partita è sicuramente Zambo Anguissa, che ha giocato una partita di personalità; c’è ansia invece per l’uscita dal campo di Mario Rui (per un problema alla caviglia) e per Insigne (uscito per un problema forse al ginocchio).

Spalletti non può contare su Mertens e Lobotka e ha Zielinski acciaccato: il terzetto alle spalle di Osimhen è formato da Politano, Elmas e Insigne, alla 400a gara con la maglia del Napoli. Formazione praticamente obbligata per Allegri, costretto a rinunciare ai sudamericani rientrati tardi dagli impegni di qualificazione ai Mondiali 2022: De Ligt va in panchina, Kulusevski aziona alle spalle di Morata. Gli azzurri partono subito forte e dopo soli 23 secondi Politano spizza alto di testa un assist di Insigne. Tra il 7′ e l’8 ci provano senza fortuna Elmas (conclusione deviata da Locatelli) e Anguissa, che colpisce male di testa un corner di Insigne. Così, alla prima azione la Juve passa (10′): leggerezza di Manolas che si fa intercettare un retropassaggio da Morata, con lo spagnolo bravo e freddo a battere Ospina. Il portiere colombiano è attento su un sinistro centrale di Bernardeschi (19′), poi il match vive una lunga fase di stallo, con tanti duelli e qualche fallo di troppo a centrocampo. La prima frazione si chiude con una chance per parte: al 43′ il retropassaggio di testa di Insigne aziona Kulusevski, murato da Ospina in uscita (43′), nel recupero Koulibaly calcia centrale e non crea problemi a Szczesny.

Nella ripresa Elmas lascia il posto a Ounas e a Mario Rui vengono affidati compiti maggiormente offensivi. Ma la sostanza della gara non cambia, con un Napoli che spinge per recuperare lo svantaggio, e una Juve che con calma e presenza non sbaglia una mossa, fino al minuto 12. Poi la gara prende tutt’altra piega: Szczesny infila infatti un’altra gaffe delle sue e Politano è bravo a sfruttare una palla persa dal portiere su un tiroaggiro non irresistibile di Insigne, alla 400esima presenza in A. Pellegrini esce per crampi, al suo posto entra De Ligt. Il Napoli oltre al pareggio ritrova verve e vigore, la Juve va in sofferenza per eccesso di stanchezza, ogni chiusura è un calvario ma cerca di ragionare. La gara resta intensa, con il Napoli che ci prova dalla distanza, con scarsa mira. Lozano dà il cambio a Politano, Insigne una manciata di secondi dopo si fa male al ginocchio destro e lascia per Zielinkski. Nella Juve Ramsey prende il posto di McKennie. Ma il cambio decisivo è quello, di Morata per Kean, al 42′: passano tre minuti e il neo entrato – inspiegabilmente – schiaccia di testa verso la sua porta un calcio d’angolo battuto dal Napoli. Szczesny smanaccia, Koulibaly ribadisce in rete con un destro ravvicinato e corre verso la curva a fotografare i suoi tifosi: è festa azzurra al Maradona.

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