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Maurizio Sarri fermato per due giornate per espressioni blasfeme

Maurizio Sarri è stato squalificato per due giornate  dal Giudice Sportivo Gerardo Mastandrea  in seguito al rosso rimediato al termine della sfida contro il Milan. La motivazione recita “per avere, al termine della gara, cercato uno scontro verbale con un calciatore della squadra avversaria, assumendo un atteggiamento intimidatorio e inveendo contro il medesimo con parole minacciose. Ha successivamente contestato la decisione arbitrale proferendo espressioni blasfeme”. Il tecnico salterà Lazio-Cagliari e Torino-Lazio, mentre non ci sono provvedimenti nei confronti dei calciatori, anche in virtù delle zero espulsioni del weekend.

Non è la prima volta per Maurizio Sarri:  memorabile è la squalifica rimediata nel gennaio 2016  in seguito alla lite tra  con l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini, durante la partita dei quarti di finale di Coppa Italia tra Napoli e Inter, giocata il 19 gennaio; Sarri fu anche multato di ventimila euro “per avere, al 47° del secondo tempo, rivolto all’allenatore della squadra avversaria epiteti pesantemente insultanti”.

Nelle interviste dopo la partita Roberto Mancini  raccontò di essere stato insultato da Sarri: «Sarri è un razzista e uomini come lui non possono stare nel calcio.  Ha usato parole razziste, io mi sono alzato per chiedere al quarto uomo come mai 5 minuti di recupero. E lui ha iniziato a inveire contro di me urlando frocio e finocchio. Io sono orgoglioso di esserlo se lui è un uomo. Ma le persone così non possono stare nel calcio sennò non migliorerà mai. 60 anni, si deve vergognare. Il quarto uomo era lì, ha sentito, non ha detto niente».

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