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Mastandrea: “La fattispecie della forza maggiore” non esiste

In sintesi, per il giudice sportivo, gli atti della ASL non sono incompatibili con il Protocollo.

Gerardo Mastandrea ha deciso lo 0-3  a tavolino e un punto di penalità deliberando sulle norme sportive che, a suo giudizio, non sarebbero state rispettate. Tutte le prove addotte dal Napoli che dimostravano la volontà del club di giocare la partita nella serata del 4 ottobre, non sono state prese in considerazione e comunque non sono risultate sufficienti a giustificare l’assenza perché non spetta ad un giudice sportivo stabilire un principio politico. Risulta strano che la Juventus non avesse prodotto memoria difensiva; risulta incomprensibile perché una sentenza di 0-3 e un punto di penalità sia arrivata dopo 10 giorni se, da prendere in considerazione, era soltanto l’evento sportivo. Il legittimo impedimento per il giudice non esiste?

Nel documento di 7 pagine, il giudice ha stabilito che sia mancata la “fattispecie della forza maggiore” che secondo le norme sportive (art. 55 Noif della FIGC) giustifica la mancata presentazione di una squadra per la disputa di una partita. Sempre nel comunicato, si legge poi che al Giudice Sportivo “è preclusa ogni valutazione sulla legittimità di atti e provvedimenti, in qualunque forma adottati, dalle Autorità sanitarie statali e territoriali, nonché delle Autorità regionali, posti in essere a tutela della saluta di singoli o della collettività”. La delibazione è dunque limitata alla possibile non applicazione delle sanzioni della perdita della gara ex officio e della penalizzazione di un punto in classifica, derivanti dall’art. 53 NOIF, in seguito al rapporto arbitrale che abbia accertato il mancato inizio dell’incontro per mancata presentazione di una squadra, nella specie la Soc. Napoli; derivando, in altri termini, dalla mancata presentazione di una squadra per disputare l’incontro l’applicazione in automatico delle richiamate sanzione previste dall’art. 53, salva solamente la eventuale dimostrazione della “forza maggiore”. In sintesi gli atti della ASL non sono incompatibili con il Protocollo.

 

 

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