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L’ultima ordinanza della Regione Campania prolunga tutti i divieti fino al 14 aprile

#Iorestoacasa fino al 14 aprile e pertanto non è consentita l’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico

Altre settimane di inattività forzata dei giocatori in attesa di decisioni che possono essere stabilite soltanto da un cessate allarme. Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina, in una lunga intervista a ‘Si gonfia la rete’ su Radio Marte non intende arrendersi all’idea di fermare qui il campionato: “Sono cosciente e consapevole che è prematuro pensare a una data, ma dobbiamo pensare in positivo. Proveremo a fare il massimo per giocare anche a costo di chiedere il supporto delle massime istituzioni internazionali, mi riferisco alla Uefa e alla Fifa, di andare oltre il 30 giugno quindi sfruttando anche luglio e agosto. Dobbiamo essere consapevoli e coscienti che per definire il nostro campionato ci servono 45-60 giorni: quindi che vengano concessi il mese di luglio e quello di agosto, così come si sta orientando la Uefa e tutte le federazioni.”

Al momento solo un programma di massima anche considerando che a troppi giocatori sono stati concessi permessi ‘inopportuni’ come ha sottolineato il Presidente De Laurentiis in un’esternazione: “Non è da imprenditori accorti consentire ai propri dipendenti il permesso di andare a raggiungere le famiglie all’estero”; e, queste parole, Marotta, pur non essendo stato citato, ha risposto che ‘la decisione è stata dettata da un decreto del Governo e dalle norme emanate dalla Regione Lombardia’.

In assenza di partite di calcio, si assiste ora alle partite delle ipotesi: club che vorrebbero riprendere allenamenti in vista della ripresa del campionato come Lazio, Napoli, Roma, Sassuolo e Cagliari e chi sarebbe favorevole al congelamento della classifica come Milan, Inter, Sampdoria, Genoa e Brescia.

Non si espone la Juventus che non può certo ipotizzare una ripresa degli allenamenti con giocatori che, postivi, devono completare l’isolamento in attesa dei rientri dei cinque in fuga mentre si profila il rischio che altri, terminato il periodo di quarantena, possano allontanarsi da Torino.

Gravina non si arrende, il presidente di Lega  non vuol parlare sino alla scadenza dell’ordinanza, l’ipotesi di una serie A a 22 squadre: un vero rebus.

Una soltanto è la notizia importante che non riguarda il calcio, se non per l’emozione che suscita, ovvero – come ha comunicato il professore Paolo Ascierto – il primo paziente trattato da Tocilizumab è tornato a casa.

Giornalista.

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