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L’ingegner Gattuso e la costruzione del Napoli

Dagli uomini al modulo seguendo gli eventi e i momenti: Gattuso segue l’idea

L’idea c’è. Rino Gattuso non è un “dilettante allo sbaraglio “ e sta procedendo con metodo soprattutto dopo la chiusura del mercato. Ognuno dei giocatori della rosa ha subito una metamorfosi già accennata dal dopo lockdown.

Il primo obiettivo era quello di recuperare un gioiello tenuto in cassaforte come Hirving Lozano. L’addio di Callejon e il lavoro di Gattuso hanno restituito una verve nascosta al messicano che oggi è diventata una pedina indispensabile a quel tipo di gioco che Gattuso sta costruendo.

Il secondo “acquisto” si chiama Koulibaly che dall’incidente all’Allianz lo scorso anno  quando condannò il Napoli che aveva rimontato 3 gol, non era riuscito a trovare la lucidità del top player. Per Osimhen, quotato 80 milioni e che poteva rivelarsi un bidone, Gattuso ha rischiato di suo: e non sono mancati i soloni a prevedere un flop.

Ha poi guardato negli occhi Politano per fargli sapere ciò che non sapeva: snobbato dalla grande Inter  e giunto a Napoli come riserva jolly, Politano ha preso fiducia e non si limita più a colmare qualche vuoto.

C’è poi la favola Mertens che era stato tentato di andar via. Le sirene lo chiamavano e Dries rispondeva, poi Gattuso avrà lavorato a modo suo e Mertens non ha avuto più dubbi. E forse in quel momento Gattuso ha pensato al nuovo modulo: con un 4-3-3, chi metto in panchina?  E perché non sfruttare  a pieno un reparto che anche la Juventus ci invidierebbe? Un susseguirsi di step per decidere il famoso modulo cui però  mancava l’ombelico: ed ecco Bakayoko di cui Gattuso conosce vizi e virtù. Al suo arrivo a Napoli, il francese ha dichiarato: “ Sono qui per Gattuso, è come un  padre per me. Avevamo un buon rapporto quando eravamo al Milan e abbiamo continuato a sentirci”.

Ma dalle parole del tecnico già deve intendersi che i numeri (4-2 o 4-3 o 4-4) seguono gli eventi e anche le potenzialità e la duttilità dei giocatori: e ora, veder giocare Hysaj a sinistra e Ghoulam a destra, significa che questo tecnico non lascia nulla al caso, anzi amplia le opportunità per la squadra. L’introduzione dei 5 cambi ha segnato una svolta che i tecnici più preparati possono sfruttare mutando assetto di gioco se i giocatori sono pronti a farlo.

Il Napoli è solo alle prime battute e il tecnico ha detto: “C’è molto da migliorare” perchè il suo timore è nella costanza dell’equilibrio, nella gestione del risultato, nel rischio di pavoneggiarsi di fronte alla “grande bellezza”. Quel gol subito dall’Atalanta è stato un pugno nello stomaco. Quel gol è “quel che c’è da migliorare”.

Giornalista.

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