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L’incomprensibile Insigne all’assalto della Bosnia

Domani sera si concluderà la pagina azzurra che potrebbe portare l’Italia alla conquista della finale a Milano e Torino a ottobre 2021

Anche domani sarà Evani a guidere il gruppo perchè  Roberto Mancini è risultato ancora positivo al covid. Contro la Bosnia cenerentola del girone è bene non abbassare la guardia, ricordare la gran fatica nella partita d’andata finita 1-1 e non rischiare calcoli in caso di vittoria della Polonia o dell’Olanda: l’Italia può ambire al primo posto che assegnerebbe l’organizzazione della finale ad ottobre 2021 a Milano e Torino.  Si giocherà a Serajevo e nella Bosnia non giocherà Dzeko che segnò all’andata. Molto probabilmente ci sarà invece Insigne che negli ultimi due anni  contro i bosniaci si è esaltato segnando due reti e fornendo due assist illuminanti come quello per Berardi.

Si chiuderà così una settimana speciale per Lorenzo Insigne divenuto leader d’un gruppo molto affiatato che ha saputo mostrare il muso duro  a Lewandowski quando si è reso colpevole di un brutto fallo. E tuttavia restano i tanti modaioli che scrivono per alzar polvere come Antonio Torrisi, giornalista di Rivista Contrasti che ha tentato di limitare il genio di Insigne paragonandolo a Baggio e Del Piero. Poi son fioccati gli otto in pagella su tutti i giornali sportivi e a Radio Punto Nuovo ha tentato di smarcarsi con scarsa convinzione: “Parlo di Insigne incomprensibile e lo confermo. Con costanza di rendimento non l’ho mai visto. Con Mazzarri non lo prendo in esame, con Benitez è stato discontinuo, con Sarri è stato l’unico periodo nel quale è stato più continuo. Con Ancelotti nel secondo anno non è andato bene. In Nazionale? Insigne in questa nazionale è il più talentuoso, se rispetta le aspettative sul suo talento allora ne godiamo tutti. È vero che Baggio, Cassano e Del Piero sono stati sempre discussi, forse solo Baggio ha raggiunto maggiore unanimità. Per quello che ci si aspettava da inizio carriera da Insigne, poteva fare di più, soprattutto in termini realizzativi. La crescita di Insigne passa dalla costanza, cosa che non c’è stata negli anni. Insigne è stato anche quello che è sparito in alcune partite, forse anche di minore importanza, ma che decidono la stagione“.

Chissà perché ancor oggi Ventura rimpiange di non averlo schierato come anche De Rossi gli consigliava dicendo: “Ma cosa entro a fare io ? Metti Insigne, dobbiamo vincere“. E non vincemmo.  Chissà, l’incomprensibile gli avrebbe salvato se non la panchina almeno la faccia. Tra l’altro, soltanto chi non segue l’evoluzione di un giocatore può parlare della giornata da 8 in pagella e non di quella oscura con una sufficienza dietro la quale si nasconde una prestazione di sacrificio per la squadra. Che Del Piero o Baggio o Cassano abbiano fatto gli spazzini in difesa?

E domani l’Italia tenterà di concludere questa pagina azzurra in cui il piccoletto napoletano ha dato lezioni non solo di calcio. Perché, questo è un gioco di finezza, di classe, di sacrificio e Mancini lo ha capito da un pezzo.

Giornalista.

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