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L’ex arbitro Rocchi: “Il Var è utile per avere un risultato più giusto”

L’ormai ex direttore di gara ha rilasciato un’intervista sull’uso della tecnologia e sul calcio durante il Covid

Gianluca Rocchi, arbitro di caratura mondiale, da poco ritiratosi dopo aver diretto il match tra Juventus e Roma è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. L’arbitro di Firenze ha fischiato in ben 263 partite nel nostro campionato ed è secondo nella classifica di tutti i tempi per numero di gare arbitrate in Serie A, dietro solamente a Concetto Lo Bello che primeggia a quota 328. Per prima cosa, Rocchi ha parlato dell’introduzione della tecnologia ha sostegno degli arbitri:

“All’inizio ero scettico sul Var essendo un arbitro vecchia maniera, abituato a decidere da solo, ho vissuto la tecnologia come una novità che poteva mettere in discussione la mia leadership e il mio modo di essere. In realtà poi il Var si è rivelato uno strumento che mi ha fatto dormire notti migliori perché, venendo via dagli stadi, ti lascia il pensiero che ci sia una maggiore possibilità di avere un risultato giusto e corretto”.

Rocchi ha parlato anche della ripresa del calcio in Italia post Covid:

“Va fatto un plauso al presidente Gravina, alla Figc, ma anche agli arbitri che fanno parte del sistema, per la tenacia avuta nel portare in fondo questo campionato sin dal primo momento, quando anche io personalmente avevo dubbi perché eravamo chiusi in casa e sentivamo notizie drammatiche tutti i giorni. Un bell’esempio del fatto che i risultati arrivano quando si porta una cosa in fondo”.

E sui match a porte chiuse ha aggiunto:

“Confesso che nella prima partita mi trovavo quasi a cercare di dare una pacca sulle spalle di qualche giocatore per trovare un contatto perché mi sentivo solo”.

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