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L’ex arbitro Claudio Gavillucci parla a Radio Marte e torna su verità scomode

“L’uomo nero, le verità di un arbitro scomodo” è il libro presentato da Claudio Gavillucci che oggi parla liberamente

Torna a parlare, stavolta a Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete”, Claudio Gavillucci ex arbitro che diresse quel Sampdoria – Napoli che fu da lui sospesa per cori discriminatori  e in seguito alla quale fu dismesso dall’AIA.  Recentemente ha pubblicato un libro denuncia, L’uomo nero, le verità di un arbitro scomodo, con una  prefazione di Marco Travaglio, che rappresenta il racconto dall’interno dell’arbitro che ha osato mettere in discussione un sistema rivelandone ombre, condizionamenti e opacità.

“Il libro L’uomo nero? Era l’ultimo atto d’amore che volevo concedere alla mia associazione, anche se non mi rivedo negli ideali che ci sono in questo momento e nelle persone che la rappresentano. Ma l’associazione è dei 30mila associati e non del Presidente pro tempore, che lo è ormai da troppo tempo.

CAN di A e CAN di B di nuovo accorpate? Dopo 10 anni e la scellerata divisione che era stata voluta da questa dirigenza, con il conseguente risultato tecnico disastroso che probabilmente vedrà l’Italia non rappresentata da qualche arbitro, si è ritornato indietro senza alcun tipo di programmazione. Con questa riunificazione un arbitro arriverà a dirigere al massimo 10-12 partite, invece delle 30 consuete, non avendo la continuità per entrare in forma.

Orsato via a 45 anni per via della regola? Gente come Rocchi che quest’anno è stato il miglior arbitro italiano è stata dismessa, così come accadrà a Orsato l’anno prossimo. Non si dà seguito alla meritocrazia: chi è più bravo deve restare. Ibrahimovic ha una certa età, ma non si può fermare uno come lui che è in forma. Manganelli? Lo saluto con affetto, dovrebbero essere i presidenti di Serie A a chiedere quali sono i meccanismi per cui alcuni assistenti che hanno arbitrato solo in Italia abbiano ricevuto la deroga mentre invece altri come lui no. Il criterio non c’è, nel comunicato non vengono spiegati i motivi per cui un assistente come Paganessi vada avanti e uno come Manganelli non abbia questa possibilità, pur avendo partecipato alla finale di Europa League dello scorso anno e quella di Champions di quest’anno. 

Mondiali? A meno che non ci siano cambiamenti di regolamento, l’unico arbitro che potrebbe rappresentare l’Italia ai prossimo Mondiali sarebbe Orsato che però l’anno prossimo dovrebbe essere dismesso. Nicchi vuole ricandidarsi? Sì, questo è il paradosso. Avendo avuto 12 anni a disposizioni per lavorare con risultati che ora vediamo, invece di fare un passo indietro rilancia e a gennaio riproporrà la sua candidatura per altri 4 anni.

Sicuramente l’arbitraggio a questo livello non è un hobby come dice Nicchi ma è una professione. Le società di calcio dovrebbero preoccuparsi di questo parere del presidente. Anche perché sulla carta gli arbitri sono gli unici sul campo di gioco che non hanno contratto professionistico. Nella realtà però non è così. Nicchi percepisce danaro per fare il Presidente? Sulla carta no, solo rimborsi spese. Fermerei di nuovo Sampdoria-Napoli per i cori razzisti? Assolutamente, non ci penserei nemmeno un secondo. Ormai non posso farlo più in Italia ma lo rifarei”.

 

 

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