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L’ex allenatore del Bari Fascetti: “I calciatori possono giocare anche con 30 gradi”

L’opinione dell’ex allenatore del Bari che viene smentito da Calcagno, vicepresidente dell’Assocalciatori

L’ex allenatore del Bari, Eugenio Fascetti, si è espresso sulla ripresa del campionato e sulle sue modalità:

“Non so quando, ma il campionato va finito. Se si deve finire ad agosto che problema c’è? Nessuno mi venga a parlare del caldo perchè a trenta gradi si può giocare. Le amichevoli si sono fatte anche a ferragosto e i giocatori le ferie praticamente le hanno già fatte. Anche per le categorie inferiori? Certo, chi è in testa come Benevento o Monza deve aver la possibilità di salire, queste squadre non vanno private di questa gioia. Per ora comunque credo che al di là di tante polemiche in Italia si sia agito con buon equilibrio e senso di responsabilità. Stipendi? In A se ci si decurta lo stipendio non è che poi qualcuno si spara o va a fare l’elemosina. E’ in C che la situazione è triste, visto che qualcuno non prende neanche lo stipendio. Le cinque sostituzioni? Non sono d’accordo. Le regole sono queste e bisogna andare avanti così. Poi il prossimo anno facciano come vogliono. Ma con dieci sostituzioni a partita perdi mezz’ora. Giocare negli stadi del centro-sud? Può essere una soluzione anche se allora meglio aspettare dieci giorni in più e vedere se c’è la possibilità di giocare dappertutto”.

Ma l’AIC, nella persona del vicepresidente Calcagno, lo smentisce:

“Le 17.30 sembra comunque presto. Gli orari migliori restano gli slot delle 18.45 e delle 21.00. Non è una gara una tantum, ma si gioca ogni tre giorni a certe temperature: è a rischio l’incolumità dei calciatori e, considerando anche l’intensità delle partite, non sarebbe certo l’ideale giocare prima delle 18.45. Gli allenamenti si intensificano ma il numero non è al di sopra del normale rispetto all’inizio dei ritiri. Comprimere così tanto, tuttavia, questo finale di stagione in un periodo dell’anno dove non si è abituati a giocare e con temperature di un certo tipo, potrà creare qualche problema in più. Ma non dubito che gli staff dei preparatori atletici e degli allenatori, come abbiamo visto in questo periodo di lockdown, abbiano mezzi e organizzazioni sbalorditivi. Con i mezzi di indagine e di preparazione, gran parte dei problemi sono certo che verranno gestiti al meglio. L’allarme infortuni cresciuto in Germania e Inghilterra? Sono dati importanti, ma ce lo siamo sempre detti: la ripresa non deve essere troppo stressante nel chiedere agli atleti sacrifici, impegno ed un rischio diverso rispetto al solito”.

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