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Campionati esteri

L’Europa divisa tra l’Inghilterra e la Spagna. Ma a spuntarla potrebbe essere la Francia

Inizio maggio è tempo di bilanci per le coppe europee. Le 2 squadre di Manchester sognano di essere le regine d’Europa. Ma Zidane ed Emery non sono i primi arrivati

La prima semifinale d’andata di Champions, Real MadridChelsea, è finita in pareggio. Non è stata la partita più emozionante del mondo, tuttavia è stata comunque interessante sotto diversi punti di vista. Guardando oltre alla banale quanto importante regola dei gol in trasferta, i blues hanno dalla loro anche la stenuante lotta per il titolo in Liga: il Real è a -2 punti dall’Atletico assieme al Barcellona, inseguito ad un solo punto di distanza dal Sevilla e con una manciata di partite ancora da disputare per ribaltare una sentenza che sembrava essere già scritta solo qualche mese prima. Come se non bastasse gli infortuni pesano molto sull’organico di Zidane, che tuttavia potrebbe ritrovare Sergio Ramos per il ritorno. Il Chelsea si gode il momento d’oro (piuttosto lungo) inaugurato a fine gennaio da Tuchel, che dopo aver raggiunto il quarto posto in campionato a soli 4 punti dal Leicester terzo (le due di Manchester sono troppo lontane per pensare di agganciarle) e la finale di FA Cup, adesso vuole anche quella di Champions.

L’altra semifinale vede contrapposte il PSG, che incredibilmente è secondo in Ligue 1 e lotta con il Lille per il primato a -1, ed il City, che invece è sicuro della vetta della classifica in Premier dall’alto dei suoi 10 punti sullo United. I francesi sono però in apprensione per le condizioni di Mbappè: l’attaccante salterà la prossima in campionato ed è a rischio per il ritorno di Champions, causa contrattura al polpaccio. La difesa del City dormirà sogni più tranquilli, che vede ancora più vicina la sua prima finale di Champions, ma non potrà comunque abbassare la guardia nel ritorno in casa.

L’altra di Manchester, poco da dire:  la partita di ritorno, adesso, sembra soltanto una formalità dopo aver mangiato la Roma 6-2 due giorni fa. Con Pogba, Cavani e soprattutto Bruno Fernandes così in forma sarà dura per i ragazzi di Fonseca, che se non altro potranno giocare senza la pressione di dover difendere il risultato ma potranno scendere in campo con la mente più libera.

Vedere l’Arsenal così lontano dalla vetta in campionato fa male agli amanti del calcio. Decimi in campionato, i gunners puntano tutto sull’EL, a cui rimangono aggrappati grazie al gol di Pepè nel secondo tempo dopo essere stati sotto di 2 reti contro il Villareal. Gli spagnoli hanno almeno 3 motivi per sorridere: il risultato dell’andata che mette il ritorno in una prospettiva migliore, la prima vittoria contro l’Arsenal nella storia del club ma soprattutto un talismano in panchina che si chiama Unai Emery, che quando si tratta di finali ed Europa League ha sempre avuto una marcia in più.

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