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Editoriale

Lettera aperta a Maurizio Sarri

Sei stato bocciato dopo aver vinto, nessuno ti è stato vicino: ripensi mai alla tue scelte?

Caro Maurizio

immagino che in questo momento tu sia molto pensieroso, arrabbiato e deluso. Essere esonerati è come per un ragazzo andare a vedere i quadri di fine anno. Una palpitazione prima della gioia o dello sconforto. Per te, oggi, è stato un giorno di sconforto: sei stato bocciato. Capita a te, è capitato a tanti, tantissimi, quindi non è che tu debba abbassare la testa. Il fatto è che “il modo ancor m’offende”: lucidamente, prima dell’ultima partita con te in panchina, dicesti che non una partita decide il destino di un tecnico. Lucidamente, oggi sei consapevole che non sei stato “bocciato” perché è andata male una partita, ma perché non hai saputo creare. La tua personalità è stata messa a dura prova e il risultato non è confortante; il tuo caratteraccio è stato criticato; il tuo linguaggio, la tua tuta messi alla berlina. E appena qualche giorno fa, commentando uno scudetto qualsiasi arrivato per inerzia e senza bellezza, ringraziavi la società bianconera d’esserti stata vicino in ogni momento difficile. Qualcuno interpretò un messaggio non certo segreto al presidente De Laurentiis, reo, ai tuoi occhi, non si sa di che cosa.

Caro Maurizio, quando solo con i tuoi pensieri, risenti le tue frasi di qualche anno fa (non decenni) sulla fortuna di fare un mestiere che avresti fatto gratis. Quando risenti le tue parole a proposito dei favorini rivolti ai potenti; quando esprimevi con la tuta (e un dito sconcio) un pensiero di sinistra: che cosa dice Maurizio a Maurizio? Hai trascorso tre anni a Napoli scusato in ogni tua manifestazione; restio a comparire in pubblico; restio a salutare dei fessi che ti acclamavano e avevano costituito club a volontà in nome del Sarrismo: caro Maurizio Sarri mi sa che tu abbia saccheggiato Napoli e la napoletanitudine che valeva soltanto qui, in questa terra. Perché questa è la terra della bellezza: musei a cielo aperto, a cielo chiuso, a cielo nascosto. Trovi il bello ovunque e pensavi di esportarlo perché avevi il dovere verso la famiglia di arricchirti.

Nessuno è contento di vederti distrutto ma oggi hai il dovere di chiederti: “Ho agito bene?” Alla tua età tocca fare qualche bilancio e il primo bilancio negativo riguarda il tuo caratteraccio: ricordi a Dimaro? Ti nascondevi nelle catacombe per non essere disturbato? Ricordi la tua vita a Castel Volturno? Nascosto per non essere disturbato. Ricordi quando passavi tra ali di folla? A testa bassa per non essere disturbato. La Juventus, il tuo paradiso da conquistare. L’hai conquistato?

Diana Miraglia

Giornalista.

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