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Editoriale

Leicester – Napoli 2 – 2, quando il coltello tra i denti si chiama carattere

Il Napoli si presenta in Europa con la personalità della grande squadra: dopo due sberle reagisce con rabbia ragionata

Benedetta Europa: non fosse arrivato Luciano Spalletti, quel pallone avrebbe continuato a sgonfiarsi e proprio nel momento peggiore per il bilancio della Società.  E’ bene ricordare che De Laurentiis non è Florentino Perez, né Andrea Agnelli e neanche Al thani. Non compra se non ha soldi e non svende per ridurre il valore della rosa. Non ha il forziere di Paperon Dè Paperoni cui attingere protetto dal presidente della Repubblica francese  e con una finanza reale e non creativa, è riuscito a tenere il Napoli in Europa in una posizione Ranking che fa gola a Inter e Milan tanto dietro il Napoli.

Né va sottovalutato che il club Napoli non ha un quotidiano “di parte” o semplicemente attento alla strada che ha fatto, in totale autonomia di manovre collaborative. Aurelio De Laurentiis potrebbe vincere il premio del più antipatico presidente in circolazione anche se in pochi sanno leggere tra le righe il perché non abbia funzionato il rapporto con Sarri o Ancelotti o Gattuso. Brutto carattere? Troppo, troppo semplicistico considerando che il Napoli è un’industria e come tale devono funzionare tutti i meccanismi perché si riesca a restare competitivi.

Tutto questo preambolo per dire che l’Europa League, coppa del nonno o del re, è un punto cruciale per far cassa . E Sarri non glielo consentì perchè non poteva sprecare il suo fantastico 11+3 che funzionava in campionato. La coppa del nonno serviva a far giocare chi non riteneva perfetto per il suo automatismo perfetto. Ancor prima Mazzarri e infine Gattuso che ha giocato con l’altalena dei risultati fino all’ultimo minuto: bisognava vedere se andava in su o in giù.

Ma stavolta alla guida del Napoli c’è Luciano Spalletti e non Sarri, né Gattuso.  Da tanti anni si affrontano settimane di fuoco, ma non è un buon motivo scegliere di ammazzare una competizione per non rischiare in campionato.

A Roma lo stesso Mourinho ha accettato di guidare i giallorossi che avrebbero partecipato (con i preliminari) alla nuova competizione di Serie C, eppure dice: “Non voglio essere bugiardo, voglio vincere la Conference League”.  Non l’ha snobbata e l’odore d’Europa c’è anche in Conference.

Così il Napoli di Spalletti ha vinto in Inghilterra contro il Leicester una grande battaglia pur pareggiando perchè è cambiata la mentalità. Ha vinto la “sua” battaglia perchè è una squadra di carattere, ciò che mancava.

Giornalista.

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