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Le bugie di Don Aurelio: conferma la fiducia totale e lo esonera dopo 5 giorni

Una grande bugia che si ammanta di ipocrita filosofia e che getta un’ombra sulla credibilità della società.

Il 5 dicembre scorso, Valter De Maggio, durante la trasmissione Radio Goal, il programma d’informazione sportiva di Radio Kiss Kiss rese pubbliche le parole del Presidente che aveva dichiarato: “Si conferma la totale, incondizionata fiducia a Carlo Ancelotti “, quasi a ben chiarire la sua posizione tacitando le tante ipotesi di casting. C’era poco da interpretare: De Laurentiis aveva inviato a tutto l’ambiente un messaggio in cui si esprimeva la decisione di confermare Ancelotti alla guida della squadra, eppure, dopo appena 5 giorni, in accordo anche con Cristiano Giuntoli, ha deciso “ di revocare l’incarico di responsabile della prima squadra al signor Carlo Ancelotti. Rimangono intatti i rapporti di amicizia, stima e rispetto reciproco tra la Società, il suo Presidente Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti.”

Una grande bugia che si ammanta di ipocrita filosofia e che getta un’ombra sulla credibilità della società che il 4 dicembre già aveva ragionato, discusso, valutato che la fiducia in Ancelotti si era dissolta in un amen. Dopo la vittoria contro il Genk che vale più o meno 50 milioni, lo si è convocato all’Hotel Vesuvio per dargli il benservito. E l’antico giornalista gran conoscitore di calcio, Franco Ordine, sul “Giornale” scrive: “Questo è l’addio, dal punto di vista umano, è anche questo degno di un gentiluomo di campagna come è unanimemente riconosciuto Carlo Ancelotti. Nemmeno un gesto di sconforto, neanche una parola fuori posto, «una delle poche soddisfazioni di questa stagione», il riconoscimento pubblico e solenne del fiasco in campionato che non è spiegabile con astruse e incomprensibili disquisizioni tattiche”.

E dopo la conclusione della vittoria –non goduta-, in uno stadio che avrebbe voluto urlare di gioia e invece taceva quasi vietando alle corde vocali di emetter suoni, arrivano gli abbracci. A inizio partita un Insigne sorridente spinge, incita i suoi compagni come un padrone di casa. Alla fine, in molti a chiedere al patron “la grazia” per Ancelotti, profilo internazionale.

Comunque, questo è già il passato, ammantato per la prima volta in 15 anni di tanti, tanti rimpianti se pure una sola delle tante ‘maledizioni’ non si fosse manifestata: Milik, arbitri, Atalanta, rinnovi contratti. Ma la vera ‘maledizione’ è stata la spaccatura dello spogliatoio.

Ora, largo ad un’avventura al buio che fa ripartire il Napoli dal basso dopo 15 anni sempre in salita, ripartendo dal calcio di muscoli e grinta, senza la nobiltà della grande bellezza. Purchè si vinca? Purchè ci sia la scossa?

Ore 14, primo allenamento a Castel Volturno con Rino Gattuso in panchina e presentazione ale 18.

Giornalista.

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