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Calciomercato

Lasciar partire Lukaku è un vero affare?

Una operazione sicuramente ricca e che permetterebbe al bilancio dell’Inter di respirare

L’analisi di Calcio e Finanza sulla cessione Lukaku: è un affare? La possibile cessione di Romelu Lukaku al Chelsea continua a tenere banco in casa Inter. Una operazione che ha notevolmente agitato le acque tra i tifosi nerazzurri, compresa anche la Curva Nord: “Società attenzione, le promesse vanno mantenute”, lo striscione appeso ieri sotto la sede del club. D’altronde, Lukaku è stato il trascinatore in campo dell’Inter nelle ultime due stagioni (64 gol in 95 presenze) e non solo, diventando l’idolo di larga parte della tifoseria.

A questo aspetto più “umano”, fa da contraltare tuttavia la questione economica: il Chelsea infatti sembra disposto a mettere sul piatto fino a 130 milioni di euro per riportare a Londra l’attaccante belga (acquistato nel 2011 dai blues e poi ceduto nel 2013 all’Everton), con una proposta da circa 12 milioni di euro annui per il giocatore. Cifre che sembra stiano facendo vacillare in particolare la proprietà dell’Inter, che già negli scorsi mesi aveva indicato la via ai dirigenti sul mercato: contenimento dei costi (con taglio fino al 15/20% rispetto a quelli della stagione 2020/21) e un mercato da chiudere con un forte attivo. Diktat quest’ultimo che sembrava esser stato raggiunto con la cessione di Hakimi al Paris Saint-Germain.

L’offerta per Lukaku, però, ha stravolto le carte in tavola. Ma sarebbe davvero un affare, economicamente, lasciar partire l’attaccante belga?

Partiamo dall’impatto della cessione sul bilancio. Il costo storico a bilancio di Lukaku, arrivato nell’estate 2019 dal Manchester United, al 30 giugno 2020 è pari a 67,1 milioni di euro: dopo due anni di ammortamenti, il valore netto a bilancio si agggira intorno ai 40 milioni di euro. Una cessione a 130 milioni di euro, quindi, garantirebbe all’Inter di registrare una plusvalenza pari a circa 90 milioni di euro, che si andrebbe ad aggiungere ai circa 27,6 milioni registrati per la cessione di Hakimi al Psg. L’impatto positivo, tuttavia, sarebbe inferiore ai 90 milioni della plusvalenza, considerando infatti che l’Inter dovrebbe versare il 5% di contributo di solidarietà Fifa (pari a circa 6,5 milioni in caso di cessione a 130 milioni) e, secondo le ricostruzioni della stampa, dovrebbe girare una percentuale del 6% sulla rivendita al Manchester United (pari a circa 7,8 milioni). Dal punto di vista del cartellino, quindi, l’effetto positivo sarebbe pari a circa 75 milioni di euro.

Si può considerare, inoltre, il risparmio in termini di costi del giocatore, che ha un peso pari a circa 24 milioni tra stipendio lordo (circa 11,1 milioni nella prossima stagione rispetto a un netto di 8,5 milioni grazie all’applicazione delle agevolazioni del Decreto Crescita) e ammortamenti (intorno ai 13 milioni).

Sullo sfondo, resta anche il tema della liquidità e di quanto ancora dovuto al Manchester United: l’Inter al 30 giugno 2020 aveva infatti debiti nei confronti del Manchester United per 50,5 milioni di euro (con una piccola parte probabilmente legata però all’operazione Ashley Young), scesi poi ulteriormente nel corso del 2020/21. La cessione di Lukaku al Chelsea, anche incassando i 130 milioni a rate, permetterebbe al club nerazzurro di saldare le pendenze.

Una operazione sicuramente ricca e che permetterebbe al bilancio dell’Inter di respirare ulteriormente, in aggiunta alla cessione di Hakimi, considerando soprattutto i dubbi relativi alla riapertura degli stadi verso la prossima stagione e andando così a ridurre notevolmente il probabile rosso a bilancio per il 2021/22, aiutando anche sul fronte della liquidità. Ma, mentre il sostituto del marocchino potrebbe arrivare anche con un acquisto low cost (come l’affare Nandez che il club sta studiando), non potrebbe essere lo stesso per l’erede di Romelu Lukaku.

Ipotizzando, ad esempio, una operazione in entrata da 40 milioni con contratto quinquennale e un ingaggio da 4 milioni di euro netti, l’impatto a bilancio del nuovo arrivo sarebbe pari a circa 15 milioni di euro tra ammortamento e stipendio lordo. In sostanza, un risparmio sui costi pari a circa 10 milioni di euro sulla prossima stagione: superiore anche al taglio del 15/20% ai costi chiesto dagli Zhang, senza però considerare quale sarebbe l’impatto tecnico ed emotivo di un addio di Lukaku a meno di 20 giorni dall’inizio del campionato, dopo aver già salutato Conte e lo stesso Hakimi. E il rischio, anche, di rimanere fuori dalla Champions League nella prossima stagione, con tutto quello che ne comporterebbe economicamente. (Fonte: Calcio e Finanza)

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