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La settimana “tipo” è l’oasi per gli sfigati ma i soliti tifosotti puntano l’indice

Con Facebook in vita anche Diego Armando Maradona sarebbe stato massacrato

“Sono obbligato a fermarmi  per qualche settimana. Lavorerò duro per rientrare il più rapidamente possibile. Continuerò a sostenere i miei compagni di squadra, conto su di voi! Forza Napoli Sempre”.

Così Zambo ha reagito allo stop imposto da un infortunio dopo una serie di partite senza sosta. Si potesse giocare una volta la settimana, i muscoli degli atleti ringrazierebbero la Uefa e la Fifa ma ormai la settimana “tipo” è l’oasi per gli sfigati.

Alle spalle una sconfitta dura maturata con lo stesso risultato dell’altra sconfitta della stagione: contro lo Spartak Mosca un 2-3 nella stessa sequenza. Nella partita di Europa League, l’espulsione di Mario Rui fu devastante più dell’espulsione di Osimhen in Napoli-Venezia; eppure, fosse durata altri 3, 4 minuti  il Napoli forse avrebbe agguantato il pareggio mostrando una reazione pari a quella che ha impedito a Mertens di metterla dentro al 97°.  A San Siro, l’arbitro signor Valeri non ha espulso Rrahmani o Koulibaly: ha diretto l’incontro con algido distacco  ricordando o dimenticando quando estrarre un cartellino. Nei primi minuti di gioco finanche i commentatori di Dazn si sono accorti della sequenza di falli sugli azzurri e in particolare di Koulibaly, perché il calcio di moda in questi ultimi tempi è di tipo provocatorio/aggressivo. Il Napoli –  è riconosciuto dai numeri – è ultimo in classifica per numero di falli, così che un fallo di reazione è un rosso. Eppure sono stati i due centrali di difesa e la scheggia Osì a doversi dare una calmata, nel senso che dovevano subire senza protestare o reagire a rischio di un rosso. Nulla è accaduto a Dzeko perché l’Inter non può (causa deficit di bilancio) non giocare la prossima in questo gioco alla rincorsa.

Ma il Napoli può guardare avanti e la rabbia diventi vendetta sportiva di chi, consapevole d’essere forte, reagisce sul campo. La smettano un po’ tutti di puntare l’indice ora contro Politano e  dopo su Insigne: poco ci manca che si accusi Spalletti. La smettano di trinciare giudizi sul Presidente, sul capitano, sullo staff medico. Con Facebook in vita anche Diego Armando Maradona sarebbe stato massacrato, perché anche DIEGO  visse qualche pausa perdendo qualche partita, fallendo qualche rigore. La smettano.

 

Giornalista.

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