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La razza degli incivili è tornata e i tifosi azzurri intonano, olè

Luca Gotti prima di analizzare la partita si complimenta con la squadra azzurra capace di grandi giocate

E’ talmente prepotente, nobile, superiore questo Napoli che può snobbare con un sorriso beffardo i soliti, stucchevoli “lavali col fuoco” che i friulani hanno intonato a più riprese fin quando non sono stati zittiti dai tifosi azzurri che hanno intonato gli olè che sfiancano più dei gol. E’ stato proprio un bel vedere il gioco che il Napoli ha imposto su un campo difficile come quello dell’Udinese che viveva un momento di grande fiducia e che, vincendo, avrebbe raggiunto la vetta della classifica. Per quindici, venti minuti, la squadra di Gotti ci ha pure creduto tentando di imitare il Leicester, poi pian pianino la grinta è diventata paura e anche i bianconeri friulani si sono arresi. Quattro gol e almeno quattro evitati con la benedizione dell’arbitro Manganiello che nulla ha potuto contro la supremazia azzurra. Samir e Becao in particolare sono rimasti in campo per benevolenza dell’arbitro che si è preso pure diversi vaf senza scomporsi.

Ma va bene anche questo se al termine dell’incontro, Luca Gotti ai microfoni Sky, prima di parlare della brutta sconfitta, da gran signore (lui), ha voluto complimentarsi per la bella vittoria di una squadra che ha saputo esprimere giocate di grande qualità. Poi l’analisi della partita: “I due gol del primo tempo sono stati un po’ balordi per come siamo stati abituati in questo avvio di campionato. Questi episodi indirizzano fortemente la gara e nella ripresa non siamo stati capaci di creare l’occasione per cambiare la direzione dell’incontro. Il Napoli in questo momento è in uno stato di forma importante. Sono 34 partite che diranno che percorso è stato quello dell’Udinese, lo avrei detto anche se avessimo vinto e fossimo stati primi in classifica. Anche gare come questa insegnano qualcosa, cerchiamo di mettere dentro qualcosa di utile per il nostro percorso”. E’ il problema della coperta sempre corta quando affronti certe squadre, da un lato non puoi pensare di giocare in area tua, devi cercare di tenere una certa linea di innesco, però poi ci sono anche gli avversari che muovono palla veloce, per un po’ non ci sono riusciti, però continuano, siamo stati aggressivi per un po’ togliendogli la profondità, finchè non hanno trovato la giocata per trovarsi la profondità e fare male. Bisogna essere capaci di leggere la partita e adeguarsi”.

Giornalista.

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