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“La psicologa in-forma”: Il coprifuoco e il significato della restrizione nella nostra mente

La privazione della libertà è una condizione molto difficile da accettare a livello individuale e sociale.

La parola coprifuoco ha origini antiche, ma è tornata ad essere attuale nelle nostre vite a causa della pandemia. Il nome deriva dal bisogno di coprire le fiamme per evitare il divampare degli incendi nella notte. Le fiamme venivano coperte con la cenere che si era formata durante il giorno. In questo modo venivano mitigati gli incendi, ma la brace poteva essere conservata.

Questo termine è stato poi utilizzato con un’altra accezione: in alcuni momenti del passato era vietato circolare all’esterno delle proprie abitazioni dopo un certo orario. Dunque, veniva limitata la libertà personale e i pericoli erano ridotti.

In queste ultime settimane il coprifuoco è tornato alla ribalta nelle nostre vite in una situazione di emergenza in cui viene proibito a tutta la popolazione italiana e alla maggior parte dell’Europa di circolare in strada dalla sera al mattino successivo. Come nei secoli precedenti, si è sentito l’obbligo di limitare la nostra libertà a causa di un conflitto, ma questa volta contro un nemico invisibile.

Questa guerra è fonte di eccesso di timore, paranoia e reazioni inadeguate, dove è evidente la difficoltà di far comprendere a tutti l’importanza di queste restrizioni, vissute esclusivamente come una privazione della propria libertà. Non si tratta solo della pericolosità odierna, ma forse anche di quella futura, in un contesto del tutto incerto e imprevedibile.

L’unico modo per tollerare la restrizione consiste nel rendersi conto che tutte le rinunce a cui siamo sottoposti da quasi un anno a questa parte sono necessarie ed inevitabili. Non dobbiamo guardare solo a noi stessi, avvertendo il peso di tutto esclusivamente nella nostra individualità, ma ragionare in una prospettiva di gruppo: ciò a cui noi rinunciamo oggi potrà provocare beneficio in qualcun altro domani. Inoltre, ci troviamo in una condizione comune, purtroppo, a livello mondiale, che non lascia scampo a nessuno. Ad oggi potrà sembrarci di percorrere un tunnel buio, senza uscita né uno spiraglio di luce, ma pensarla nell’ottica sopra descritta potrebbe aiutarci a comprendere il vero significato di ogni restrizione, l’importanza che c’è dietro questo piano e le conseguenze positive che ci saranno in futuro e che man mano ci aiuteranno a riprenderci la nostra vita di sempre.

 

Collaboratrice - Psicologa e Criminologa

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