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Campionati esteri

La Premier studia un campionato a 18 squadre; l’Italia potrebbe seguirla

Il Liverpol e il Manchester United hanno lanciato la proposta; in Italia De Laurentiis ne parla da due anni

La crisi economica che il calcio sta vivendo muove molte pedine sullo scacchiere: in Italia si fa ormai pressante la volontà di introdurre i playoff, in teoria per snellire il campionato, in pratica per offrire spettacolo e quindi diritti Tv ad un settore che ha perso spettatori e suspence. In Inghilterra – riporta Telegraph – due corazzate della Premier come Liverpool e Manchester United stanno sostenendo un piano per cambiare radicalmente la struttura della Premier League, dando più potere ai grandi club, riducendola a 18 squadre e cancellando la Coppa di Lega. Calcio e Finanza riporta il piano che sarebbe stato curato in un documento chiamato “Revitalisation” prodotto dai proprietari americani del Liverpool Fenway Sports Group, con il supporto dei proprietari dello United, la famiglia Glazer.

Il piano vedrebbe la Premier League impegnarsi a fornire il 25% delle entrate del campionato ai club della Football League (EFL) e anche un pacchetto da 250 milioni di sterline per aiutare con l’impatto immediato della crisi COVID-19.

Oltre a ridurre il campionato da 20 a 18 club, ci sarebbe anche un cambiamento al sistema di promozioni e retrocessioni con la Championship. Le ultime due squadre verrebbero automaticamente retrocesse dalla Premier League e sostituite con le prime due del campionato. Il club al 16° posto della Premier League dovrebbe giocare nei playoff con le squadre del terzo, quarto e quinto posto della Championship. Il piano ha bisogno del supporto di 14 dei 20 club della Premier League per essere approvato.

La proposta delle due squadre della Premier è come un asso calato al momento giusto: qualcosa di costruito nel tempo e che l’éra Covid potrebbe solo accelerare.

Appena due anni fa il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che ha sempre spinto per la rivoluzione nel calcio italiano ed europeo, dichiarò al termine dell’Assemblea dei club europei “Io sono sempre per i grandi cambiamenti, e penso che la Serie A dovrebbe tornare ad avere 16 squadre come nel 1986”. E poi, continuando nel ragionamento: “Ancora siamo nella politica dei piccoli passi, ma come Eca contrapponendoci alla forza della Fifa e dell’Uefa cerchiamo di difendere gli interessi di ben 400 club europei, e credo che in questi 10 anni si siano fatti dei passi avanti. Nei prossimi 10 ne faremo tanti altri. Se vogliamo far restare i giovani legati a questo sport straordinario noi dobbiamo cambiare tutte le regole, se non lo faremo si annoieranno da morire e giustamente finiranno a giocare con gli esports, gli electronic games”.

L’ipotesi che la Premier possa passare a 18 squadre potrebbe spingere la Lega di Serie A a riprendere quanto fu deciso nel gennaio scorso in seno al Consiglio Federale, approvando la modifica dell’articolo 49 delle normative interne federali. In pratica Serie A, B e C potranno chiedere autonomamente il loro format, ovvero Serie A e B potranno scendere anche a 18 squadre. Una decisione condivisa in pieno da Gravina che in conferenza stampa dichiarò:”  È stato un obiettivo in tantissimi anni di questo consiglio federale, abbiamo assistito a strappi e tensioni. Ora sta alle leghe prendersi la responsabilità politica di poter determinare il proprio format.”

Giornalista.

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