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La parabola del Napoli e della difesa bucata

Il reparto difensivo azzurro appare da troppo tempo come un colabrodo

Perché si prendono gol con una tale facilità? Non esiste spiegazione unica alla difesa bucata, ma una serie di ipotesi che combinate insieme danno una fotografia di ciò che sta avvenendo in casa azzurra. I giocatori della linea difensiva hanno precise responsabilità: devono impedire agli avversari di fare gol, devono conoscere ed applicare le marcature, saper proporre ripartenze dopo una riconquista della palla e, magari, saper  impostare il gioco dal basso. Agili, scattanti, pronti e freschi, i difensori devono essere in grado di saper leggere il gioco attorno e sapersi sostenere tra loro, mantenendo la solidità di reparto.  E invece? E invece nel Napoli sembra che si vada per improvvisazione.

Analizzando le ultime partite, al netto di Kalidou Koulibaly –  attualmente positivo al Covid-19 e, comunque, sempre in grado di incidere positivamente sull’equilibrio della difesa azzurra, anche con uno stato di forma fisica non al cento per cento –  il resto dei rappresentanti nel reparto difensivo del Napoli appare come un salto nel vuoto.

Maksimovic, tanto voluto da De Laurentiis,  non ha mai mostrato quel talento in erba dimostrato in maglia granata e nell’ultimo periodo vira verso una netta involuzione.  C’è, addirittura, un frammento della gara col Genoa che lo vede travolto da un avversario e, nel rincorrerlo, cade da solo per terra. “Non si regge in piedi”, hanno chiosato in rete.  Manolas (come se non bastasse) dopo uno scontro di gioco proprio contro il Genoa ha riportato un trauma contusivo distorsivo alla caviglia destra e starà fuori almeno tre settimane. Ma anche il greco non è immune da colpe, lento, impacciato, distratto, a tratti anche sfiduciato. Occhio, allora, ad Amir Rrhamani, che vanta nel suo palmares azzurro soltanto un debutto con orrore  ad Udine, dopo mesi di inattività di panchina, in un ruolo troppo delicato per un atleta che appare, ancora oggi, sfiduciato e fuori forma.

Come terzino sinistro l’onnipresente Mario Rui , che, arrivato come rincalzo, improvvisamente si è ritrovato titolare plurisfruttato e sfiancato, visto che Ghoulam, dopo gli infortuni, per la fascia sinistra sembra essere ormai il fantasma di se stesso (oltre ad essere attualmente pure lui positivo al Covid-9).  Hysaj, invece, che può giocare su entrambe le fasce, a volte imbrocca la partita giusta e a volte meno, mentre Di Lorenzo, terzino destro tra gli ultimi arrivati, è uno dei pochi calciatori di Serie A ad aver giocato quasi ogni singolo minuto, sfiancato pure lui.

La domanda nasce spontanea: perché, allora, la cessione di Kevin Malcuit alla Forentina considerando la situazione dei terzini in casa azzurra?  Evidentemente la dirigenza ha considerato il reparto perfetto, questo almeno fino all’altro ieri, giorno di chiusura della sessione di gennaio del calciomercato. Ma è evidente che con queste ultime partite la perfezione, là dietro, appare ben lungi dall’essere raggiunta. Come andrà a finire in questa settimana di fuoco? E chi lo sa. Ai posteri l’ardua sentenza.

Giornalista

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