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Editoriale

La lotta di potere al vertice della FIGC: De Laurentiis attende

La lotta ai vertici per la presidenza della Figc tra Gravina e Sibilia potrebbe aprire scenari nuovi

Si chiude questa sera il capitolo della Nazionale e inizia nuovamente il campionato illuminato dal Napoli che si è preso la scena prepotentemente in campo e in tribunale. Si riprende dall’8^ giornata ma quel 3-0 a tavolino e il punto di penalizzazione chiedono vendetta, o meglio giustizia. E in un momento di caos generale dove la politica è entrata a pieno titolo nel mondo dello sport, proprio il Napoli potrebbe fare da arbitro, apripista e contribuire ad un rinnovamento necessario. C’è bisogno di aria nuova che spazzi via le solite logiche di potere che i protagonisti tentano di non fare emergere.

Di che cosa si parla? Si parla delle prossime elezioni per il “potere” nella FIGC: a marzo è in programma la rielezione del Presidente e Gabriele Gravina sta sui carboni ardenti con un avversario che ha guadagnato terreno fino al 34 per cento dei voti: è Cosimo Sibilia che contende il trono a Gravina che, a questo punto, vorrebbe il rinvio delle elezioni. Il calcio italiano è stato travolto dalle conseguenze del Covid anche perché già molti dei club si serie A vivevano al di sopra delle proprie possibilità. Il Napoli, invece può permettersi con il suo “provincialismo” sano di affrontare una crisi. E qui subentra il 3-0 a tavolino:  “ In attesa del Coni  – fa rilevare Repubblica – il Napoli teme una sentenza politica sul 3-0 a tavolino contro la Juventus perché la posta in palio rischia di diventare l’autonomia dell’ordinamento sportivo. Il calcio italiano, si legge, è alla canna del gas e la ripetizione della partita aprirebbe una crepa nell’intangibilità del protocollo sanitario, che è l’ultimo baluardo per garantire in qualche modo la conclusione della stagione agonistica”.

Anche i profani avevano interpretato la sentenza come una necessità per non inficiare l’ordinamento sportivo e quindi la validità del campionato, ma lo scontro aperto  tra il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e il suo vicario e presidente della Lega Nazionale Dilettanti, il parlamentare Cosimo Sibilia,  è una spaccatura che avrà conseguenze ‘politiche’.  La scintilla si è accesa dopo il verdetto del Collegio di Garanzia del Coni sul commissariamento del Calcio a 5  che ha segnato un punto per Sibilia.  In pratica il Coni, diversamente dalla  Lega e dalla Figc, ha voluto ribadire l’indipendenza com’è nella Costituzione quando si parla del terzo potere dello stato.

E qui potrebbe (potrà) rientrare il Napoli con il suo ricorso: la sentenza del Coni potrebbe aprire ad un discorso di chiarezza e di indipendenza necessaria  per strutture federali ancorate a vecchie logiche. E’ inutile lanciare l’allarme della crisi del calcio, è ora di intervenire per garantire l’indipendenza dei giudici.  Il presidente della Corte Sportiva d’Appello, il 5 ottobre dichiarò:  “Se la questione arriverà sul mio tavolo, ci sarà un bilanciamento tra giustizia sportiva e ordinaria; prenderemo le carte e le valuteremo in merito, per un bilanciamento tra materie interne ed esterne alla giustizia sportiva. Non posso dire od opinare altro. Spero si trovi una soluzione, con il protocollo e tutto, non lasciare che la classifica venga scritta dal Covid”.

E invece….

Giornalista.

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