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La Juventus vince 3-0 contro i fantasmi: vittoria di 4 punti

Chi vince ha sempre ragione, con i rigori o col tavolino

La SSCN da sempre rispetta le regole e la legge. Attende con fiducia l’esito dell’appello credendo fermamente nella Giustizia”.

Riparte da qui il Napoli, dalla reazione di una società che non vorrà sottrarsi alla lunga trafila dei gradi di giudizio. Delle venti società di calcio, è stato il Napoli a mostrare il vulnus di una legge sportiva che mostra falle importanti evidenti a tutti. Il Napoli al centro di una disputa politica, ripartirà da una sconfitta a tavolino ed un punto di penalità mentre gli scienziati si chiedono se mai questo campionato potrà finire. Una questione di principio originata dall’ atteggiamento di un signore che sa usare il potere. Con “38” scudetti ribadisce ogni giorno il suo potere lasciando che si creino schieramenti pro o contro piuttosto che accettare lealmente di sfidare il Napoli e vendicarsi “sportivamente” di una Coppa Italia perduta.

La grande sceneggiata del club bianconero nel mandare in campo la squadra al completo la sera del 4 ottobre, ha ricevuto alla fine il grande applauso. Lo scorso anno, alla seconda di campionato, la Juventus stava vincendo 3-0, poi si dissolse e il Napoli pareggiò la partita, persa poi al 90° per un incidente di Koulibaly: sul campo il Napoli raddrizzò la schiena e pareggiò. Ora dovranno i legali diventare gli attaccanti della squadra azzurra e annullare un 3-0 sancito da una sentenza di un giudice che ha obbedito alla legge fluttuante dello sport. Il Napoli, unico club, che si è trovato al centro di una guerra di competenze ha obbedito a un pezzo di stato e nessuno ha chiarito che cosa sarebbe accaduto se il Napoli fosse arrivato a Torino violando un diktat dell’Asl.

Così come nessuno ha spiegato perché l’Asl Piemonte non abbia fermato i 7 giocatori juventini in fuga dall’isolamento ancora in attesa dell’esito del tampone.

E sulla vicenda, il giorno dopo la partita fantasma, il ministro Spadafora dichiarò: “Spetta ora agli organismi sportivi decidere sugli aspetti specifici del campionato, sia sulla decisione di stasera che su eventuali ricorsi futuri”. “Sia però ben chiaro il mio richiamo a far prevalere l’interesse superiore della salute su qualsiasi altra logica o interesse di parte”. Dopo 9 giorni lo stesso ministro dichiara:”Non mi sembra il caso di esprimere un commento a riguardo 24 ore prima della sentenza”; poi aggiunge “ Se le regole vengono rispettate senza cercare escamotage come qualche società di calcio ha cercato, ce la possiamo cavare”. Una frase sibillina inaccettabile per un esponente del governo italiano che non dovrebbe mai lasciare interpretazioni ma mirare ai fatti.

Tant’è, per ora  Agnelli-De Laurentiis 1-0, con un rigore assegnato dopo 10 giorni: tuttavia chi vince ha sempre ragione. Ma fra tre mesi, (si presume) all’atto finale della partita, potrebbe verificarsi  un altro risultato Agnelli-De Laurentiis 0 – 1. E in tal caso il più arrabbiato sarebbe l’avucat che starà rivoltandosi nella tomba.

Giornalista.

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