Seguici su
1606814839090918

In primo piano

La giustizia sportiva sfida la giustizia ordinaria

La sentenza della Corte d’Appello Federale mette in discussione l’operato dell’ASL mentre in Italia altre ASL bloccano i giocatori

Le sentenze non si discutono e il Napoli ha preso atto delle decisioni della Corte d’Appello Federale e si prepara al terzo grado di giudizio forte delle ragioni che l’hanno condotto a ricorrere al giudice sportivo prima e alla Corte d’Appello poi.

La sentenza emessa dalla Corte d’Appello molto dura, ha posto l’accento sulla premeditazione della società a crearsi ‘un alibi” per non giocare la partita, contravvenendo così ai principi di lealtà, probità e sano agonismo. La Corte, dopo aver esaminato “la ponderosa documentazione di causa” ha deciso che il presidente De Laurentiis abbia sollecitato un intervento della ASL al fine di ottenerne un veto. E a conforto della tesi che ha maturato il giudice, l’annullamento  della prenotazione dei tamponi che avrebbero dovuto effettuarsi la domenica mattina. “Un dolo di preordinazione” secondo la Corte che smonta punto punto tutte le argomentazioni della difesa ricorrente.

E le sentenze non si discutono, si accettano; tuttavia l’interessante tesi della Corte che segue comunque la sola strada della giustizia sportiva volendo accantonare il terzo  potere dello stato, ovvero quello giudiziario, getta un’ombra – come ha precisato anche la Società  – sull’operato dell’Azienda Sanitaria di Napoli. Volendo anche ammettere che il patron del Napoli abbia sollecitato un veto alla partenza, perché mai l’avrebbe ottenuta? Perché l’Asl avrebbe impedito l’allontanamento dalla bolla? Questa domanda in un dossier così circostanziato di spiegazioni, non trova risposta e l’ASL potrebbe pur chiedere conto alla Giustizia ordinaria di far chiarezza ad un’accusa infamante.  Poco o nulla importa se sia stata sollecitata: importa che la decisione dell’ASL è la decisione dello Stato. Al momento in Italia migliaia e migliaia di persone sono recluse in casa per decisione dell’ASL e se violassero la quarantena incorrerebbero in sanzioni penali. La Corte d’Appello spinge dunque i giocatori verso sanzioni penali?

Per l’allontanamento di Ronaldo dalla ‘bolla’ a ottobre  è in corso una doppia indagine, ma di tutte le possibili argomentazioni non prese in considerazione dalla Corte, quella su cui i vertici del calcio dovrebbero porre attenzione è il blocco di diverse ASL a non lasciar partire i giocatori verso le Nazionali. Il presidente della FIGC Gravina ha “auspicato” un coordinamento, poca cosa: intanto i club hanno due padroni da servire: l’ASL o la FIFA.

Com’è giusto che sia tutto l’ordinamento sportivo ha mutuato dalla giustizia ordinaria il suo ordinamento, così che la Lega affida al giudice sportivo ogni tipo di giudizio sull’avvenimento domenicale; in secondo grado la Corte d’Appello, rispetto  alla FIGC garantisce un approfondimento di indagine,  e in un terzo grado si ricorre al Collegio di garanzia dello Sport istituito presso il CONI  che costituisce l’ ultimo grado della giustizia sportiva, che come ribadito dalla dottrina maggioritaria, assolve alle funzioni della Corte di Cassazione.

Il Napoli è pronto ora ad interpellare il Collegio di garanzia del Coni, ma, non dovesse veder riconosciuto il ricorso, affiderebbe al TAR il giudizio, che sarebbe svincolato da quello sportivo che ha dimostrato severi limiti di fronte al disordine legislativo che il coronavirus ha solo messo in luce in tutta la sua gravità.

Giornalista.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Da leggere

Altri in In primo piano

rfwbs-slide